Emilia Romagna

Ilaria Cucchi e Fabio Anselmo al Làbas, il dibattito sugli abusi di potere: “Fakir doveva morire”


Al Làbas si riaccende il dibattito sul caso di Abderrahim Fakir, il 42enne morto durante un intervento di polizia il 19 luglio al Pilastro. Dal centro sociale di vicolo Bolognetti, in occasione del dibattito “Com’è misera la vita negli abusi di potere”, l’avvocato della famiglia Fakir torna a parlare delle modalità in cui la polizia è intervenuta mentre il 42enne era in preda a una crisi psichiatrica.

“Fakir doveva morire ed è giusto che sia morto”, è la provocazione lanciata da Anselmo, che nella sua carriera ha seguito anche i processi di ‘mala polizia’ per le morti di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi.

Sul palco è intervenuta anche la senatrice di Alleanza Verdi-Sinistra Ilaria Cucchi: “Siamo vittime dello Stato, doppiamente. Prima perché uomini dello Stato ci hanno portato via i nostri cari e poi perché lo Stato non ci è stato accanto”, ha dichiarato ricordando l’emblematico caso della morte del fratello.

Nella platea piena di persone allestita nel chiostro del centro sociale, in rappresentanza della politica locale sono presenti anche la vicesindaca di Bologna Emily Clancy e la consigliera regionale di Avs Simona Larghetti. Assente invece la nipote di Fakir, Yossra, che inizialmente era attesa all’evento. A due colonne è stato appeso lo striscione “Verità e giustizia per Abderrahim Fakir”.

Per la morte di Abderrahim Fakir sono sotto inchiesta dalla procura di Bologna, con l’ipotesi di omicidio colposo, i due agenti di 23 e di 28 anni che hanno effettuato la manovra di contenimento fatale e quattro volontari della Croce Rossa presenti al momento del decesso.

Articolo in aggiornamento


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