Piemonte

Processo per l’eredità Agnelli, Margherita non può chiedere i danni al figlio John Elkann

Margherita Agnelli non può costituirsi parte civile contro il figlio John Elkann, imputato per truffa e dichiarazione fraudolenta, nel processo in corso a Torino per l’eredità dell’Avvocato Gianni Agnelli. Lo ha stabilito oggi la giudice dell’udienza preliminare, che l’ha esclusa dalla richiesta di risarcimento danni solo nei confronti del figlio per tutti i reati che gli vengono contestati. La figlia dell’Avvocato puntava a ottenere il ristoro dei danni subiti a seguito delle presunte irregolarità nella successione della madre, Marella Caracciolo. Secondo quanto si è appreso da fonti giudiziarie ammontava a un milione e 300mila euro la quantificazione del solo danno “morale” lamentato da Margherita Agnelli.

“Il giudice ha stabilito che Margherita Agnelli non ha nessun titolo per costituirsi parte civile nei confronti del figlio nel processo penale – spiega Paolo Siniscalchi, legale di John Elkann – una decisione condivisibile perchè abbiamo sempre sosteuto che la costituzione non può essere uno strumento per inserire in ambito penale insondabili rancori personali. C’è da chiedersi il motivo di un esposto per fatti di reato che non hanno causato nessun tipo di danno a chi l’ha presentato. Ora ci concentreremo sulla sostanza del procedimento: dimostrare che John Elkann ha agito sempre nel pieno rispetto della legge”.

Margherita Agnelli è stata invece ammessa come parte civile contro il commercialista Gianluca Ferrero e il notaio Remo Morone in relazione al reato di falso ideologico, non contestato a Elkann. I diversi fascicoli dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio e dai sostituti Mario Bendoni e Giulia Marchetti sono stati riunificati.

L’avvocato Dario Trevisan, legale di Margherita, commenta: “Siamo soddisfatti di essere stati ammessi al procedimento in relazione al reato di falso, per cui è stata accolta la nostra eccezione di contestazione di una aggravante. In questa fase non abbiamo avuto ammissione per i reati commessi da John Elkann. In relazione a questi avevamo chiesto solo il danno non patrimoniale, quindi morale. Potremo tuttavia richiedere il danno morale in una seconda fase del processo e anche in sede civile, con danni patrimoniali. Quello che ci importa è che oggi rimane impregiudicato e fermo l’impianto accusatorio nei confronti degli imputati”.

Al centro dell’impianto accusatorio vi è la gestione della residenza di Marella Caracciolo. Secondo le indagini, la fittizia residenza in Svizzera sarebbe stata orchestrata per nascondere al fisco una rendita vitalizia milionaria e un patrimonio composto da Sicav lussemburghesi, trust offshore e opere d’arte. I legali di John Elkann hanno sempre sostenuto l’estraneità del loro assistito ai fatti contestati.


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