«Basta proteste, fate ripartire le gite»: l’appello delle famiglie altoatesine

BOLZANO. «Basta proteste, le gite scolastiche devono ripartire». È l’appello che arriva dall’Alleanza per le famiglie dell’Alto Adige alla vigilia del nuovo anno scolastico, dopo un periodo segnato dalla mobilitazione del personale docente e dalle conseguenti limitazioni alle attività che si svolgono fuori dalle aule.
L’associazione precisa di non voler mettere in discussione le ragioni degli insegnanti. Al contrario, riconosce come legittime diverse delle rivendicazioni portate avanti dalla categoria: retribuzioni adeguate, recupero dell’inflazione, pagamento dei viaggi d’istruzione, adeguate coperture assicurative e maggiori risorse per l’inclusione. Il punto, però, è un altro: secondo l’Alleanza, il confronto sindacale non può tradursi in una compressione prolungata delle opportunità educative offerte agli studenti.
Da qui la richiesta di sbloccare immediatamente gite didattiche, viaggi d’istruzione e collaborazioni con personale ed esperti esterni, senza attendere la conclusione delle trattative sul piano contrattuale.
Per le famiglie, infatti, le attività fuori dalla scuola non possono essere considerate un elemento secondario del percorso formativo. Uscite, progetti e incontri con specialisti rappresentano occasioni concrete di apprendimento, soprattutto quando affrontano temi che difficilmente possono essere esauriti tra i banchi: dalla prevenzione delle dipendenze al contrasto del bullismo, fino allo sviluppo delle competenze digitali.
È proprio su questo punto che l’Alleanza richiama l’attenzione: bambine, bambini e ragazzi non possono affrontare un altro anno scolastico con un’offerta formativa ridotta a causa di una situazione di conflitto che si trascina da mesi. L’associazione chiede quindi di trovare un equilibrio tra la tutela dei diritti dei lavoratori e la continuità delle attività rivolte agli studenti.
Il nodo, secondo l’Alleanza per le famiglie, riguarda anche le regole che disciplinano l’organizzazione delle uscite. Servono condizioni chiare sul piano del diritto del lavoro e della copertura assicurativa, in modo da evitare che ogni anno le stesse attività diventino terreno di scontro e di incertezza per scuole, docenti e famiglie.
La richiesta non è dunque quella di interrompere il confronto con il personale scolastico, ma di tenere separati i due piani: da una parte la trattativa sulle condizioni di lavoro degli insegnanti, dall’altra il diritto degli studenti a poter usufruire pienamente dell’offerta formativa.
«La durata delle trattative non può determinare per quanto tempo bambine, bambini e giovani debbano rinunciare a importanti opportunità educative», è il senso dell’appello dell’associazione, che invita a proseguire il confronto e, contemporaneamente, a individuare soluzioni che consentano di far ripartire già da ora uscite didattiche, viaggi d’istruzione e attività con personale specializzato.
Il nuovo anno scolastico si apre così con una questione che non riguarda soltanto il rapporto tra gli insegnanti e le istituzioni, ma coinvolge direttamente studenti e famiglie, chiamati negli ultimi mesi a fare i conti con una scuola nella quale alcune esperienze formative sono state progressivamente limitate. Per l’Alleanza, è arrivato il momento di evitare che la situazione si ripeta.
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