Emilia Romagna

Polo logistico Conad, il comitato Villaggio Europa presenta 23 criticità


Il comitato Villaggio Europa – Quartiere Sacca ha inviato le proprie osservazioni ufficiali sul progetto di ampliamento del polo logistico Conad Nord Ovest, elencando 23 punti di criticità. Il comitato si dice fiducioso del lavoro che svolgeranno gli enti della conferenza dei servizi e attende risposte concrete.

La posizione del comitato

Al centro della contestazione c’è la localizzazione stessa della struttura. Il comitato ribadisce una posizione già espressa nella petizione popolare del 2022: un polo logistico di queste dimensioni, a loro avviso, dovrebbe sorgere al di fuori dei quartieri residenziali e all’interno dell’anello della tangenziale.

Il comitato punta il dito anche sulla tempistica: a soli tre anni dall’approvazione in consiglio comunale del progetto originario, avvenuta nel 2023, si chiede ora di aumentare ulteriormente altezze e volumi dei magazzini. “Non è accettabile, infatti, che a distanza di soli tre anni dall’approvazione in Consiglio Comunale (2023) del progetto, si modifichino le carte in tavola aumentando ulteriormente altezze e volumi dei magazzini per assecondare esclusivamente le esigenze logistiche del privato. Un simile iter tradisce il patto di trasparenza con la cittadinanza e vanifica le tutele concordate: l’interesse privato di Conad non può prevalere sul diritto dei residenti alla qualità della vita, alla vivibilità degli spazi e alla mitigazione dell’impatto visivo e ambientale”.

I 23 punti di criticità

Tra le criticità principali figura la gestione dei flussi di traffico. L’ampliamento prevede un aumento dei volumi complessivi del 98% e la realizzazione di un nuovo magazzino, denominato GV04, alto 15 metri e a forma di “L”, che secondo il comitato “cingerà il quartiere creando un forte effetto isola di calore”. A fronte di questo, Conad stima un incremento di soli 40 TIR al giorno, pari al 19% in più. Il comitato ritiene questa stima “non credibile né spiegata” per un polo di 100.000 metri quadrati con 80 baie di carico. Nel progetto mancherebbero inoltre una stima del traffico medio annuale e una proiezione dello sviluppo logistico oltre il 2028.

Il comitato denuncia anche il mancato rispetto delle prescrizioni di Arpae: tra le 02:30 e le 06:30, decine di camion e gruppi frigoriferi sosterebbero con i motori accesi nelle vicinanze delle abitazioni di via Europa, via Gerosa e via Finzi. L’automatizzazione della gate house avrebbe inoltre eliminato la portineria fisica, lasciando l’area priva di controllo o di un referente in loco.

Le richieste al progetto

Il comitato elenca una serie di garanzie vincolanti che chiede vengano incluse nel progetto. Tra queste: pareti verdi e alberature sempreverdi rivolte verso le abitazioni — e non solo sul lato tangenziale — con il rimpiazzo del 24% delle piante già secche per scarsa manutenzione; opere di mitigazione acustica e ambientale; il divieto di installazione di impianti rumorosi a ridosso delle case; l’installazione di una centralina di controllo della qualità dell’aria; impegni vincolanti sull’impatto della viabilità sul quartiere.

Il comitato richiama infine gli articoli 9 e 41 della Costituzione italiana, che pongono la tutela dell’ambiente, della salute e dell’ecosistema come limiti all’iniziativa economica privata. “Non crediamo che un polo logistico di queste dimensioni e il relativo inquinamento da mezzi pesanti portato dentro la nostra città rispetti la salute, l’ambiente e quel patto generazionale di cui il mondo cooperativo si fa da sempre portavoce. Occorre pensare al futuro: abbiamo in prestito il territorio dalle generazioni che seguiranno e il nostro dovere è consegnare loro un quartiere e una città migliori, non soffocati dagli interessi di un colosso commerciale”.


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