Società

Sciopero scuola 16 ottobre, il SISA chiede il 20% netto di aumento. Il segretario: “Recuperare l’inflazione o si blocca tutto”

Il sindacato SISA ha proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore per l’intera giornata di mercoledì 16 ottobre. La mobilitazione riguarda tutto il personale docente, dirigente e ATA, di ruolo e precario, delle scuole italiane e degli istituti all’estero. La data coincide con lo sciopero globale per il clima indetto dal movimento Friday for Future.

La protesta si inserisce in un programma di rivendicazioni che abbraccia sia le condizioni lavorative nella scuola sia tematiche politiche più ampie, dal contrasto alle politiche di riarmo alla critica dei vincoli di bilancio europei. Il sindacato richiama le proprie battaglie precedenti contro i governi Berlusconi, Monti, Draghi e Meloni, e annuncia un’astensione dal lavoro che non prevede il tentativo obbligatorio di conciliazione, ritenuto non applicabile per la natura politica e generale delle rivendicazioni.

Tra le richieste principali, l’abolizione del concorso per dirigente scolastico e l’introduzione di una figura elettiva scelta dal collegio docenti tra i propri membri, con mandato biennale rinnovabile. Il sindacato chiede inoltre l’assunzione immediata su tutti i posti vacanti per docenti e ATA, l’istituzione di un ruolo unico per i docenti con pari orario e retribuzione dall’infanzia alla secondaria di secondo grado, e un aumento stipendiale del 20% netto per recuperare l’inflazione.

“Il SISA resta impegnato nella costruzione di una scuola aperta e partecipata, in cui, come diceva don Milani, non si facciano parti eguali tra diseguali”, ha dichiarato il Segretario Generale Davide Rossi. “Peggiorando le condizioni dei lavoratori si peggiorano le condizioni di apprendimento degli studenti”.

Lo sciopero del 16 ottobre chiede anche l’introduzione dello studio di arabo, russo e cinese nelle superiori, il pensionamento volontario per il personale con invalidità civile dal 67% in su e almeno trent’anni di servizio, e la fine dell’alternanza scuola-lavoro. Il sindacato contesta il blocco della mobilità, i 60 CFU per l’accesso all’insegnamento e la Scuola di Alta Formazione, definendo queste misure strumenti che alimentano il mercato dei titoli e penalizzano la libertà di insegnamento.

La proclamazione esprime inoltre posizioni di critica verso l’unipolarismo e il primato della finanza, con un appello alla costruzione di un mondo multipolare e alla pace in Medioriente, Europa Orientale e Pacifico. Il SISA ribadisce il proprio impegno contro la sinofobia, la russofobia e ogni discriminazione religiosa, e chiede la piena integrazione delle seconde generazioni di immigrati.

L’astensione dal lavoro interesserà tutte le scuole di ogni ordine e grado, con possibili ripercussioni sullo svolgimento regolare delle lezioni e sui servizi amministrativi.


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