Pensione dal 1° settembre 2026: arretrati e aumenti già nello stipendio di agosto. Pillole di Question Time

Nel Question Time del 5 agosto 2026 su OrizzonteScuola TV, condotto da Andrea Carlino con la partecipazione di Stefano Cavallini, è stato affrontato il tema degli aumenti e degli arretrati del CCNL 2025/27 per il personale che andrà in pensione dal 1° settembre 2026. L’attenzione si è concentrata sulle somme da percepire prima della cessazione dal servizio e sugli effetti degli incrementi contrattuali sul calcolo della pensione.
Chi cessa dal servizio il 1° settembre 2026 non dovrebbe dover attendere ulteriori arretrati dopo il pensionamento. Secondo quanto spiegato durante la diretta, gli importi relativi al 2025 e al 2026 dovrebbero essere già riconosciuti con lo stipendio di agosto, insieme all’adeguamento ai nuovi valori contrattuali.
“Chi va in pensione dal primo settembre dovrebbe aver già percepito ad agosto sia gli arretrati sia lo stipendio aggiornato”, ha spiegato Stefano Cavallini.
Gli arretrati dovrebbero arrivare entro agosto
Per il personale prossimo alla cessazione, il pagamento di agosto dovrebbe comprendere gli arretrati maturati nel 2025 e nel 2026.
Il docente o il dipendente che termina il servizio il 31 agosto dovrebbe quindi arrivare al pensionamento con le somme già riconosciute, senza dover attendere un successivo pagamento dopo l’uscita dall’amministrazione.
Anche lo stipendio viene aggiornato
Oltre agli arretrati, il cedolino dovrebbe recepire i nuovi importi contrattuali.
“Lo stipendio dovrebbe risultare già aggiornato con gli aumenti previsti dal contratto”, ha precisato Cavallini.
L’ultimo trattamento economico in servizio dovrebbe quindi essere calcolato sulla base dei valori aggiornati.
Nessuna ulteriore somma da attendere
Se gli arretrati e gli aumenti vengono correttamente riconosciuti ad agosto, dopo il pensionamento non dovrebbero restare ulteriori importi riferiti al periodo 2025-2026.
La cessazione dal servizio al 1° settembre interviene infatti dopo il pagamento delle somme maturate fino al termine di agosto.
Gli aumenti incidono anche sulla pensione
Il nuovo trattamento economico dovrebbe riflettersi anche sul calcolo della pensione.
“La pensione dovrebbe essere calcolata tenendo conto degli aumenti maturati nel periodo interessato”, ha chiarito Cavallini.
Il riferimento riguarda gli incrementi maturati nel 2025 e nel 2026, limitatamente al periodo precedente alla cessazione dal servizio.
Il riferimento è la data di cessazione
Per chi va in pensione dal 1° settembre 2026, il conteggio considera quindi gli aumenti maturati fino al termine del rapporto di lavoro.
Gli effetti economici del nuovo contratto dovrebbero essere già recepiti nell’ultima retribuzione e concorrere, per la parte spettante, alla determinazione del trattamento pensionistico.
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