Incendi in Carnia, raccomandazioni sanitarie per 17 comuni dopo le evacuazioni di Pissebus

Gli incendi che stanno devastando la Carnia hanno spinto le autorità del Friuli Venezia Giulia a emettere raccomandazioni sanitarie per 17 comuni della zona, dopo una notte di grande tensione che ha portato all’evacuazione cautelativa della frazione tolmezzina di Pissebus, con le fiamme arrivate a soli cinquanta metri dalle abitazioni. Il governatore Massimiliano Fedriga, l’assessore alla salute e protezione civile Riccardo Riccardi e l’assessore alle risorse agroalimentari Stefano Zannier hanno fatto il punto della situazione al vertice del comitato di emergenza in municipio a Tolmezzo, alla presenza anche del viceministro all’ambiente Vania Gava e del sindaco di Tolmezzo, Roberto Vicentini.
Raccomandazioni sanitarie per 17 comuni
“Emaniamo delle raccomandazioni sanitarie perché, pur non essendo una situazione di emergenza ma di allerta, è giusto adottare comportamenti di maggiore attenzione, rivolte soprattutto a categorie più fragili, per le aree e i comuni coinvolti”, ha dichiarato Fedriga dopo il sopralluogo a Pissebus.
L’area interessata comprende, oltre a Tolmezzo e Amaro, i comuni di Cavazzo, Zuglio, Arta Terme, Artegna, Sutrio, Cercivento, Paluzza, Paularo, Villa Santina, Moggio, Tarcento, Treppo Ligosullo, Venzone, Gemona e Osoppo. Le autorità sanitarie e la protezione civile raccomandano di limitare l’esposizione all’aperto, tenere porte e finestre chiuse e sospendere le attività fisiche intense. Chi è costretto a stare all’esterno dovrebbe indossare mascherine FFP2 o FFP3. Particolare attenzione è raccomandata per bambini, anziani, donne in gravidanza e soggetti con patologie respiratorie o cardiovascolari.
Dalle analisi tecniche dell’Arpa emerge che i livelli di polveri sottili PM10 potrebbero registrare superamenti dei limiti giornalieri, a causa della circolazione dei venti che spinge i fumi verso la Valle del But a partire dalla tarda mattinata.
Allerta ma non emergenza estrema
L’assessore Riccardi ha precisato che “siamo in una condizione di allerta e non di emergenza estrema, ma è fondamentale l’accordo con i Comuni per monitorare le persone fragili e informare correttamente la popolazione su cosa evitare”. Ha inoltre indicato nella situazione meteorologica il fattore decisivo per il superamento della crisi. “C’è un forte raccordo anche con i Comuni per cercare di superare questo momento, che ci auguriamo possa durare il meno possibile. Molto dipenderà – ha spiegato Riccardi – dalle condizioni meteorologiche. Vedremo se la perturbazione annunciata per giovedì riuscirà a fare quello che stiamo cercando di fare con grande fatica, in una situazione molto complessa, nonostante la presenza di un numero molto importante di velivoli che stanno intervenendo sull’intera area dell’incendio”.
Il viceministro Gava ha confermato l’attivazione degli strumenti necessari per accedere allo stato di emergenza nazionale e ai relativi fondi per il ristoro dei danni. Il governatore Fedriga ha già annunciato misure che potranno essere introdotte direttamente dalla regione per il ristoro dei danni subiti e a supporto delle attività economiche.
Il fronte agricolo e il coordinamento delle operazioni
Sul versante agricolo, l’assessore Zannier ha riferito che una settantina di capi di bestiame sono già stati messi in sicurezza grazie alla solidarietà spontaneamente attivata. “Dobbiamo ringraziare tutti coloro che si sono messi volontariamente a disposizione, senza nemmeno doverlo chiedere, per gli interventi di emergenza: per spostare gli animali e garantire le condizioni necessarie alla loro alimentazione. Questo è stato fatto e ormai i capi sono tutti al sicuro – rende noto Zannier –. Il successivo intervento in emergenza sarà quello di garantire la continuità alimentare, perché in alcuni casi questa è stata compromessa, sia nell’immediato sia nel prossimo futuro. Poi entreranno in gioco gli interventi legati ai danni subiti, ma su questi sarà chiaramente necessaria una stima più approfondita. Gli strumenti regionali verranno attivati e, ovviamente, confidiamo anche di poter accedere agli strumenti nazionali. Su questo non ci sono particolari problematiche operative, sono solo condizioni difficili da superare”.
Sul coordinamento del corpo forestale regionale, Zannier ha descritto una situazione di estrema complessità. “Pensiamo soltanto al numero di voli che sono attivi oggi, non solo nella zona interessata, ma in tutta la regione, perché il numero di incendi è incredibilmente elevato e sta impegnando a ciclo continuo. È un intervento assolutamente gestito attraverso continui spostamenti e rimodulazioni delle priorità, all’interno di un modello di gestione degli incendi che in questa regione è consolidato”.
La notte dell’evacuazione a Pissebus
Il sindaco di Tolmezzo, Roberto Vicentini, ha descritto una notte di grande tensione culminata nell’evacuazione cautelativa della frazione di Pissebus. Determinante è stata la solidarietà dei cittadini e del mondo agricolo, che ha supportato i vigili del fuoco e la protezione civile con autobotti e trattori per bagnare il perimetro delle abitazioni. La protezione civile ha allestito una prima accoglienza nella palestra comunale, anche se la situazione è tornata verso una parziale normalizzazione.
Resta alta l’attenzione per i roghi sul Monte Dobis, di probabile origine dolosa, e per la disattivazione delle linee elettriche ad alta tensione ancora in corso. Le operazioni di spegnimento proseguono con il supporto di droni e con rinforzi giunti dalla Slovenia.
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