Incendi in Carnia, notte di paura a Pissebus: evacuate le abitazioni e scatta l’allerta per i fumi
16 agosto 2026 – ore 14:45 – Notte di paura a Pissebus, dove le fiamme sono arrivate a una cinquantina di metri dalle abitazioni, costringendo all’evacuazione cautelativa della frazione. L’emergenza incendi che sta interessando la Carnia resta sotto stretta osservazione, mentre proseguono senza sosta le operazioni di spegnimento e dalle autorità sanitarie arriva un appello alla prudenza per la qualità dell’aria. A fare il punto sulla situazione è stato oggi a Tolmezzo il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, al termine del sopralluogo a Pissebus e del vertice del Comitato di emergenza convocato in municipio. Con lui l’assessore alla Salute e Protezione civile Riccardo Riccardi, il viceministro all’Ambiente Vania Gava e l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier.
«Non siamo in una situazione di emergenza, ma di allerta», ha precisato Fedriga, annunciando tuttavia l’emanazione di specifiche raccomandazioni sanitarie per le aree interessate dagli incendi. Il consiglio è soprattutto quello di limitare l’esposizione all’aperto, tenere porte e finestre chiuse e sospendere le attività fisiche o sportive intense. Qualora fosse indispensabile uscire, le autorità raccomandano l’utilizzo di mascherine FFP2 o FFP3. Particolare attenzione viene chiesta per le categorie più fragili, in particolare bambini, anziani, donne in gravidanza e persone con patologie respiratorie o cardiovascolari.
L’allerta riguarda un’ampia porzione del territorio regionale. I comuni interessati sono Tolmezzo, Amaro, Cavazzo Carnico, Zuglio, Arta Terme, Artegna, Sutrio, Cercivento, Paluzza, Paularo, Villa Santina, Moggio Udinese, Tarcento, Treppo Ligosullo, Venzone, Gemona del Friuli e Osoppo.
A rendere ancora più delicato il quadro sono le condizioni meteorologiche. Dalle analisi tecniche di Arpa emerge infatti la possibilità di superamenti dei limiti giornalieri di PM10, legati alla particolare circolazione dei venti che, a partire dalla tarda mattinata, spingono i fumi verso la Valle del But.
«Molto dipenderà dalle condizioni meteorologiche», ha spiegato Riccardi, sottolineando come sia in corso un forte coordinamento con i Comuni per monitorare soprattutto le persone fragili e informare correttamente la popolazione sui comportamenti da evitare. Grande attesa è rivolta alla perturbazione annunciata per giovedì, nella speranza che possa contribuire a migliorare una situazione resa particolarmente complessa dalla vastità degli incendi.
La situazione più delicata si è registrata durante la notte nella frazione di Pissebus, dove le fiamme sono arrivate a ridosso delle abitazioni. Il sindaco di Tolmezzo, Roberto Vicentini, ha parlato di una notte di grande tensione, durante la quale è stata disposta l’evacuazione cautelativa degli abitanti.
Decisivo è stato anche il contributo della popolazione locale. Agricoltori e cittadini si sono messi a disposizione con autobotti e trattori, contribuendo a bagnare il perimetro delle abitazioni e supportando Vigili del fuoco e Protezione civile nel momento più critico.
La Protezione civile ha predisposto una prima accoglienza nella palestra comunale per le persone evacuate. La situazione è successivamente tornata verso una parziale normalizzazione, ma l’attenzione resta elevata.
Nel mirino degli operatori ci sono in particolare i roghi sul Monte Dobis, la cui origine è ritenuta con ogni probabilità dolosa, mentre proseguono le operazioni per la messa in sicurezza delle linee elettriche ad alta tensione, alcune delle quali risultano ancora disattivate.
Il fronte degli incendi continua a richiedere un imponente dispiegamento di risorse. Zannier ha evidenziato la complessità del lavoro del Corpo forestale regionale, impegnato non soltanto nell’area della Carnia ma su diversi fronti aperti contemporaneamente in Friuli Venezia Giulia. Le operazioni vengono continuamente rimodulate in base all’evoluzione dei roghi e alle priorità. In campo anche numerosi velivoli, impegnati a ciclo continuo, oltre a droni e ai rinforzi arrivati dalla Slovenia.
Sul fronte agricolo, intanto, è stata completata la messa in sicurezza di circa settanta capi di bestiame appartenenti alle aziende interessate dall’emergenza. «Il successivo intervento in emergenza sarà quello di garantire la continuità alimentare», ha spiegato Zannier, perché in alcune aziende la disponibilità di mangime è stata compromessa sia nell’immediato sia per le prossime settimane.
La Regione ha annunciato l’attivazione degli strumenti disponibili per sostenere le aziende danneggiate, mentre il governatore Fedriga ha anticipato anche misure regionali per il ristoro dei danni e il sostegno alle attività economiche colpite.
Parallelamente, Gava ha confermato l’attivazione delle procedure necessarie per accedere allo stato di emergenza nazionale e ai relativi fondi per il ristoro dei danni.
Per ora, dunque, il quadro resta quello di una situazione sotto controllo ma tutt’altro che risolta. Le fiamme continuano a impegnare uomini e mezzi, il vento può modificare rapidamente la direzione dei fumi e la qualità dell’aria richiede particolare attenzione.
La notte di Pissebus ha dimostrato quanto rapidamente l’emergenza possa avvicinarsi alle abitazioni. E mentre squadre e mezzi continuano a lavorare sui fronti di fuoco, per la popolazione il primo invito delle autorità è semplice: limitare l’esposizione ai fumi e seguire le indicazioni dei Comuni e della Protezione civile.
Articolo di Lorenzo Degrassi




