Honor Robot Phone ufficiale: gimbal integrato a 4 assi e partnership con ARRI
Se avete mai desiderato un gimbal integrato nello smartphone, Honor vi ha ascoltato. Il Robot Phone è stato svelato ufficialmente in Cina e porta con sé un’idea che nessun altro produttore aveva ancora osato realizzare: un sistema meccanico motorizzato a quattro gradi di libertà nascosto dentro un corpo da smartphone. Non è un accessorio, non è un case: è tutto dentro.
Il lancio è avvenuto il 12 agosto 2026, con preordini già aperti in Cina e vendita ufficiale prevista per il 18 agosto. Per ora nessuna data europea, ma il dispositivo ha già fatto il giro dei festival cinematografici più importanti del mondo, dal Festival di Cannes allo Shanghai International Film Festival, e l’attenzione che ha ricevuto suggerisce che Honor non ha intenzione di tenerlo solo per il mercato domestico.
Il cuore del Robot Phone è il Titanium Agile Gimbal a 4 gradi di libertà (4DoF), sviluppato con oltre 100 componenti di precisione e supportato da più di 100 brevetti.
Honor dichiara di essere riuscita a ridurre le dimensioni del sistema del 65% rispetto ai gimbal tradizionali, aumentando al contempo la resistenza strutturale del 200%. Il motore pesa appena 2,6 grammi e raggiunge velocità di rotazione fino a 360° al secondo: numeri che, se confermati nell’uso reale, sarebbero davvero notevoli.

Il sistema supporta diverse modalità di ripresa cinematografica, tra cui Tilt Lock, First Person View e AI SpinShot. Grazie alla modalità YOYO Robot Mode, il telefono è in grado di seguire automaticamente il soggetto inquadrato, riconoscere i gesti e rispondere ai comandi vocali, il tutto senza toccare lo schermo. In pratica, Honor punta a sostituire una piccola troupe cinematografica con un singolo dispositivo tascabile.
La partnership con ARRI, azienda tedesca che produce le cineprese usate nelle produzioni hollywoodiane di alto livello, è il secondo pilastro del progetto. Come ha dichiarato David Bermbach, Chief Product Officer di ARRI: “HONOR mette a disposizione la propria competenza nell’imaging mobile, potenti capacità di elaborazione e tecnologie robotiche.
ARRI contribuisce con oltre un secolo di leadership riconosciuta nell’image science e nei flussi di lavoro della produzione professionale.”

In termini pratici, questo significa che il Robot Phone supporta la registrazione in ARRI LogC3 a 10 bit, elabora i dati in formato 14-bit 4:4:4 e produce video finali in 10-bit LogC3 e 4:2:2. La riduzione del rumore basata sull’intelligenza artificiale migliora il rapporto segnale-rumore dei video di 8 dB, mentre la gamma dinamica supportata arriva fino a 14 stop. I filmati sono compatibili con software professionali come DaVinci Resolve, dove è possibile applicare direttamente le LUT ARRI.
Sul fronte fotocamere, il sistema posteriore è composto da una fotocamera principale da 200 megapixel con sensore da 1/1,28 pollici e apertura f/1.6 (quella con il gimbal integrato), affiancata da un teleobiettivo periscopico da 200 megapixel con sensore da 1/1,4 pollici e zoom ottico 2,7x. Completa il trio un grandangolo da 50 megapixel con campo visivo di 122°. Due sensori da 200 megapixel su uno stesso smartphone sono una scelta insolita, e non è ancora chiaro quanto questa configurazione si traduca in vantaggi reali rispetto a soluzioni più tradizionali.

Il resto della scheda tecnica è da flagship senza compromessi: processore Snapdragon 8 Elite Gen 5, display LTPO OLED da 6,31 pollici con luminosità di picco da 6.800 nit e frequenza adattiva da 1 a 120 Hz, batteria al silicio-carbonio da 7.060 mAh con ricarica rapida da 120W via cavo e 50W wireless. La scocca è interamente in metallo unibody, una scelta che Honor presenta come la prima nel mondo Android.
I prezzi in Cina partono da 9.999 yuan (circa 1.270 euro al cambio attuale) per la versione da 12 GB + 512 GB, e salgono a 12.999 yuan (circa 1.650 euro) per quella da 16 GB + 1 TB. Prezzi da top di gamma assoluto, in linea con l’ambizione del progetto.
Honor ha già anticipato le caratteristiche principali del Robot Phone nei mesi scorsi, e la scheda tecnica completa era già trapelata prima del lancio ufficiale. L’idea di fondo è solida: portare strumenti da produzione professionale in un formato tascabile è esattamente il tipo di salto che può cambiare il modo in cui le persone creano contenuti video.
La domanda vera è se il gimbal integrato reggerà nel tempo, sia meccanicamente che in termini di usura, e se la collaborazione con ARRI produrrà risultati visibili anche nelle mani di chi non è un videomaker professionista.
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