IT-Wallet è obbligatorio da pochi giorni per la PA: cosa è cambiato?
Il portafoglio digitale IT-Wallet smette di essere un progetto in fase di test e diventa infrastruttura obbligatoria per la Pubblica Amministrazione. Con la pubblicazione delle linee guida nella Gazzetta Ufficiale 169/2026, il sistema entra in una nuova fase: ruoli definiti, scadenze precise e valore legale riconosciuto ai documenti digitali. Per i cittadini, per ora, non cambia nulla di obbligatorio. Ma il quadro che si sta costruendo intorno a questa tecnologia è più strutturato di quanto molti si aspettassero.
Vuoi ascoltare il riassunto dell’articolo?
IT-Wallet vive dentro l’app IO, gestita da PagoPA S.p.a., la società pubblica che con questo decreto diventa il soggetto ufficiale incaricato di mettere il portafoglio a disposizione di tutte le amministrazioni pubbliche e, in prospettiva, delle piattaforme private collegate.
Un ruolo chiave spetta all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS): sarà l’unico ente autorizzato a rilasciare gli attestati elettronici di interesse pubblico, attingendo ai dati dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR).
Il rilascio avverrà previa verifica dell’identità tramite CIE o SPID, e diventerà operativo entro il 3 febbraio 2028.
Le scadenze per la PA sono chiare:
- Entro il 3 agosto 2027, comuni e altri enti pubblici dovranno registrarsi come “fonti autentiche” nel sistema e rendere disponibili i propri dati sotto forma di attestati elettronici.
- Entro il 3 febbraio 2028, l’IPZS sarà autorizzato a rilasciare gli attestati dopo verifica dell’identità digitale.
L’aspetto più rilevante per chi usa IT-Wallet riguarda il valore legale degli attestati. L’articolo 6 del decreto stabilisce che i documenti esibiti tramite il portafoglio saranno esentati dai controlli previsti dal Testo Unico sulla documentazione amministrativa (DPR 445/2000). In pratica, davanti a un funzionario pubblico, il portafoglio digitale avrà la stessa garanzia ufficiale della firma digitale o dello SPID. L’obiettivo dichiarato è ridurre le verifiche cartacee.
Sul fronte economico, il decreto stabilisce che i servizi base restano gratuiti per i cittadini. I servizi aggiuntivi a pagamento, pensati per aziende e professionisti, includeranno strumenti come la prevenzione delle frodi finanziarie e l’erogazione di benefici economici tramite piattaforma.
I dettagli su costi e tariffe arriveranno con un successivo decreto del Presidente del Consiglio.
Sul fronte privacy, il decreto impone a tutti i soggetti coinvolti il rispetto del GDPR, con un principio chiaro: il fornitore di soluzioni IT-Wallet non può raccogliere dati che non siano strettamente necessari al servizio, e non può combinare i dati di identificazione personale con quelli provenienti da altri servizi. Un vincolo che sulla carta tutela gli utenti, ma che vale quanto la sua applicazione pratica.
Infine, per sostenere lo sviluppo del sistema, è previsto un riassetto azionario di PagoPA: l’Istituto Poligrafico salirà al 51% della società, mentre il restante 49% resterà a Poste Italiane. Per chi vuole approfondire l’evoluzione del progetto, IT-Wallet aveva già aperto ai privati con un ambiente di test, e nuovi documenti erano stati annunciati per l’app IO.
La direzione è chiara: IT-Wallet vuole diventare il punto di accesso unico ai documenti ufficiali in Italia, con la PA obbligata ad adeguarsi e i cittadini liberi di scegliere, ma chissà quante amministrazioni rispetteranno davvero le scadenze.
Source link




