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Biennale 2026, Luca Guadagnino riceve il premio Cartier Glory to the Filmmaker- Cineblog

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Il premio Cartier Glory to the Filmmaker dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia sarà consegnato a Luca Guadagnino martedì 8 settembre, alle 15, nella Sala Casinò del Palazzo del Casinò al Lido, prima della proiezione fuori concorso del suo nuovo documentario Joie de vivre, scelto dalla Biennale e da Cartier per rendere omaggio a

7 Agosto 2026 13:33

Il premio Cartier Glory to the Filmmaker dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia sarà consegnato a Luca Guadagnino martedì 8 settembre, alle 15, nella Sala Casinò del Palazzo del Casinò al Lido, prima della proiezione fuori concorso del suo nuovo documentario Joie de vivre, scelto dalla Biennale e da Cartier per rendere omaggio a un autore che ha inciso sul cinema contemporaneo con una voce personale e riconoscibile.

Luca Guadagnino riceve il Cartier Glory to the Filmmaker a Venezia

L’annuncio è arrivato dalla Biennale di Venezia e da Cartier, che confermano così uno dei passaggi più attesi del programma della prossima Mostra del Cinema. Il riconoscimento, nato per celebrare registi e personalità capaci di lasciare un segno nella pratica cinematografica, sarà attribuito quest’anno a Luca Guadagnino, cineasta italiano ormai stabilmente al centro del dialogo tra industria europea e produzioni internazionali.

La cerimonia si terrà alle 15 dell’8 settembre in Sala Casinò, nel cuore del Palazzo del Casinò, uno dei luoghi simbolo del Lido durante i giorni del festival. Subito dopo, il pubblico assisterà alla proiezione fuori concorso di Joie de vivre, nuovo documentario di Guadagnino, produzione italiana dalla durata indicata in 435 minuti: un lavoro ampio, fuori formato, che già per le sue dimensioni si presenta come un oggetto non ordinario nel calendario veneziano.

Le parole del regista: “È un onore, grazie alla Biennale”

Accettando il Cartier Glory to the Filmmaker, Guadagnino ha affidato alla Biennale una dichiarazione dal tono diretto, quasi trattenuto, nella quale ha parlato del premio come di un riconoscimento che un autore non può dare per scontato. “Potrebbe sembrare un gesto retorico dire che sono onorato, ma è la pura verità”, ha detto il regista, ricordando il valore di essere celebrati per il mestiere — e, in qualche modo, per la vita — da filmmaker.

Il regista ha poi sottolineato il peso dei nomi che lo hanno preceduto in questo albo d’onore, cineasti ai quali, ha spiegato, deve molto della propria formazione. “Entrare a far parte di un gruppo di autori che mi precedono in questo riconoscimento è un onore”, ha confidato, rivolgendosi poi ad Alberto Barbera e alla Biennale di Venezia con un ringraziamento semplice: “Grazie, grazie”. Una formula breve, non costruita. E forse per questo efficace.

Barbera: “Un autore libero, lontano da scuole e tendenze”

Il direttore della Mostra, Alberto Barbera, ha motivato la scelta parlando di Luca Guadagnino come di un autore capace di trasformare la curiosità in una forma di libertà creativa. Nelle parole del direttore, il regista è “estraneo e irriducibile a qualsiasi scuola o tendenza”, una definizione che fotografa bene una carriera passata attraverso generi e registri diversi, senza rinunciare a una matrice italiana.

Barbera ha ricordato il percorso di Guadagnino dal melodramma all’horror, dal coming of age al thriller psicologico, mettendo in evidenza una coerenza di sguardo che non dipende dalla ripetizione di uno schema. Nel suo cinema, ha spiegato, tornano i corpi, i luoghi, la memoria, la storia personale e collettiva. Cambiano gli attori, i Paesi, i produttori; resta però una firma, riconoscibile anche quando il film sceglie strade meno prevedibili.

Da “Chiamami col tuo nome” a “Challengers”, una carriera internazionale

Nato a Palermo e cresciuto artisticamente tra l’Italia e il cinema globale, Luca Guadagnino si è imposto negli anni come uno dei registi italiani più presenti nel circuito internazionale. La consacrazione presso il grande pubblico è arrivata con Chiamami col tuo nome, presentato nel 2017 e poi entrato nella stagione dei premi, ma il suo percorso era già segnato da opere come Io sono l’amore e A Bigger Splash, film nei quali identità, desiderio e appartenenza si intrecciavano con una forte attenzione agli spazi.

Negli ultimi anni Guadagnino ha continuato ad attraversare territori diversi: il remake di Suspiria, la serie We Are Who We Are, il film Bones and All, fino a Challengers, con Zendaya, Mike Faist e Josh O’Connor, che ha confermato la sua capacità di lavorare dentro un immaginario pop senza perdere controllo formale. Ora Joie de vivre, atteso a Venezia fuori concorso, aggiunge un nuovo tassello a una filmografia che non ama restare ferma. Il premio al Lido, in questo senso, arriva come riconoscimento a un percorso già lungo, ma ancora in movimento.


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