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Recensione Samsung Galaxy Watch Ultra 2: il super smartwatch Android si aggiorna




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Con il Galaxy Watch Ultra, Samsung aveva costruito qualcosa di nuovo: uno smartwatch con ambizioni da orologio outdoor, cassa in titanio, design squadrato con display circolare dentro,  un’estetica che divideva, ma che segnava chiaramente una direzione. Con il Galaxy Watch Ultra 2 quella direzione non cambia. Si affina.

Non troverete qui una rivoluzione estetica né un hardware stravolto. Troverete invece una serie di interventi mirati su quello che nella prima generazione lasciava margine di miglioramento: display più luminoso, chip più efficiente, batteria più capiente, profilo più sottile, sensori più precisi. Il risultato è uno smartwatch Android che consolida il suo primato nella categoria, ma che rimane un prodotto di nicchia per prezzo, dimensioni e pubblico di riferimento.

Design e vestibilità

Rispetto alla prima generazione, il Galaxy Watch Ultra 2 è il 12% più sottile (10,7 mm di spessore). Al polso la differenza si percepisce, ma non cambia la sostanza: stiamo comunque parlando di un orologio da 47 mm di diametro e 61,5 grammi. È un prodotto grande, ingombrante, e non adatto a tutti. Chi ha polsi esili o cerca qualcosa di discreto sul braccio è avvisato fin da subito.

Il design è quello che è: cassa quadrata con display circolare inscritto all’interno. Esteticamente non ci ha mai convinto del tutto. Il cerchio nel quadrato non è il massimo dell’armonia visiva e non lo troviamo particolarmente aggraziato. Detto questo, è chiaramente una questione di gusti, e la qualità costruttiva in titanio con vetro zaffiro non si discute.

I tre tasti fisici sul lato destro sono confermati, con l’aggiunta di un anello guard intorno all’Action Button centrale per ridurre le pressioni accidentali: una soluzione efficace. I nuovi cinturini sono più sottili e morbidi rispetto a quelli del predecessore, e dovrebbero essere compatibili anche con il vecchio modello (ma non abbiamo avuto modo di confermarlo con una prova).

Display

Il pannello Super AMOLED da 1,52 pollici (ottimizzato quindi rispetto ai precedenti 1,5″) con vetro zaffiro raggiunge ora una luminosità di picco di 5.000 nit contro i 3.000 del predecessore. Il salto è concreto: sotto la luce diretta del sole estivo, le metriche di allenamento sono perfettamente leggibili senza fare ombra con la mano. È il display più luminoso disponibile su uno smartwatch, e si vede. Il Full Color Always-On Display è sempre attivo se lo si vuole, ma incide sull’autonomia.

Hardware e prestazioni

La novità più rilevante sotto al cofano è il passaggio dall’Exynos W1000 (che equipaggiava la prima generazione) al nuovo Qualcomm Snapdragon Wear Elite SW6100, penta-core a 3nm, con 2 GB di RAM e 64 GB di storage (il doppio rispetto ai 32 GB del predecessore). L’interfaccia risulta più fluida e reattiva, ma la verità è che il vecchio modello era già veloce: nella navigazione quotidiana la differenza non è clamorosa.

Il valore del nuovo chip potrebbe emergere nel tempo, con i futuri aggiornamenti di Wear OS e con l’evoluzione di Gemini, che richiederà sempre più risorse per rispondere in modo più capace.

La connettività è completa: LTE sempre incluso (non esiste versione solo Wi-Fi), Bluetooth 6.0, Wi-Fi dual-band, NFC e GPS dual-frequency L1+L5.

Software

Il sistema operativo è Wear OS 7 con One UI 9 Watch. Il punto di forza principale di questo ecosistema rispetto ai sistemi proprietari dei concorrenti fitness rimane la disponibilità del Play Store: Google Maps, Spotify, WhatsApp, Strava e qualsiasi altra app installabile. Si supportano sia Google Wallet che Samsung Wallet per i pagamenti contactless. Una flessibilità che non tutti i concorrenti offrono.

L’integrazione di Gemini al posto dell’assistente vocale tradizionale è la novità software più significativa: alzare il polso e chiedere di aprire un’app, avviare un allenamento o rispondere a un messaggio funziona bene, ed è particolarmente utile quando si hanno le mani occupate o sudate.

Samsung Health, l’app companion per smartphone, è stata completamente ridisegnata ed è diventata una delle più belle e chiare del mercato per prodotti analoghi: tab ben organizzati, grafici leggibili, indici sintetici che si spiegano da soli. L’unica pecca è che non è proattiva come la nuova Google Health, che durante il giorno invia notifiche per spingerti ad analizzare l’andamento della tua giornata in termini di fitness e benessere. Samsung Health aspetta che tu la apra.

Fitness e sport

Il rilevamento automatico dello sport funziona bene ed è tempestivo: la pausa automatica durante gli esercizi è quasi istantanea. Con questa generazione Samsung introduce il supporto alle immersioni (certificazione EN13319, con monitoraggio di profondità, temperatura e decompressione via app Mares in arrivo entro fine anno) e il Trail Running con possibilità di caricare percorsi GPX: funzioni che fanno fare un salto di categoria rispetto al predecessore, avvicinando questo Ultra a un vero sportwatch.

Il cardiofrequenzimetro è uno dei miglioramenti più concreti rispetto alla prima generazione. Il vecchio modello mostrava qualche imprecisione nelle letture, specie con variazioni rapide di intensità. Qui la precisione è molto alta e la reattività ai cambi di ritmo è decisamente migliorata. Un ottimo passo avanti. Anche il GPS dual-band si comporta bene, con tracciamenti precisi anche in contesti urbani densi.

Il limite che rimane, e che avevamo già segnalato nell’Ultra originale, è quello dei tre tasti fisici: non si possono usare per navigare i menù o le schermate durante un allenamento. Invece di gestire le funzioni contestuali dello sport (cambio schermata, lap, ecc…), aprono Samsung Wallet, Gemini o il timer. Con le mani sudate o durante il nuoto, dove il touch è bloccato, è una scomoda lacuna su un prodotto che si propone come sportwatch premium. La mancanza di corona rotatante o ghiera fisica, già segnalata nella prima generazione, amplifica il problema.

Tra le funzioni salute da segnalare: ECG, pressione arteriosa (con calibrazione iniziale), parametri vitali, tracciamento dell’apnea notturna (da attivare manualmente perché consuma batteria) e composizione corporea tramite BIA.

Sonno

Il monitoraggio del sonno è preciso, con rilevamento delle fasi REM, sonno profondo, sonno leggero, frequenza respiratoria e temperatura. Ma, come già nel modello precedente, non è perfetto: confrontandolo con dispositivi benchmark c’è sempre uno scarto minimo, soprattutto nella stima del sonno profondo. Non compromette il quadro generale, ma chi acquista questo orologio anche come tracker del sonno dovrebbe sapere che altri fanno ancora leggermente meglio su questo specifico aspetto.

Autonomia e ricarica

La batteria è cresciuta da 590 a 800 mAh, un aumento del 35%, ottenuto nonostante il profilo più sottile. Un risultato ingegneristico notevole. Nonostante questo, e nonostante il chip più efficiente, l’autonomia reale non è migliorata in modo sensibile rispetto alla prima generazione: senza Always-On Display ci si attesta intorno ai due giorni e mezzo (con tre notti di monitoraggio del sonno), ma con sessioni sportive frequenti si scende.

È un’autonomia sufficiente per la categoria smartwatch, ma lontana da quella degli sportwatch puri, prodotti come Garmin o Suunto che, pur essendo meno “smart”, offrono settimane di utilizzo.

Il vero tasto dolente è la ricarica a 10W: con una batteria da 800 mAh ora servono circa due ore per una carica completa. Trovare due ore di calma in cui lasciare l’orologio in carica senza poi dimenticarselo è più complicato di quanto sembri. Un limite che su un prodotto in fascia ultra-premium ci si aspettava venisse finalmente risolto.

Prezzo

Il Galaxy Watch Ultra 2 arriva in Italia a 749€, 50€ in più rispetto alla prima generazione, nella configurazione unica da 47mm con LTE sempre incluso. Il prezzo è alto, ma allineato ai concorrenti diretti nella fascia premium. Chi possiede già il Galaxy Watch Ultra originale può probabilmente rimandare l’aggiornamento: le differenze ci sono, ma non sono così trasformative da giustificare la spesa nell’immediato.

Chi arriva da un Galaxy Watch 5 Pro o da generazioni ancora precedenti trova invece un salto molto più significativo.

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Foto

Il sample per questa recensione è stato fornito da Samsung, che non ha avuto un’anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Potete leggere maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld a questo link.

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Giudizio Finale

Samsung Galaxy Watch Ultra 2

Il Galaxy Watch Ultra 2 è la versione rifinita e matura del suo predecessore. Samsung ha lavorato con precisione su ogni punto che lasciava margine di miglioramento: display nettamente più luminoso, chip più efficiente con prospettive per il futuro, sensori più precisi, profilo più sottile, cinturini migliori. Il software è il più completo nel panorama Android, Samsung Health è diventata una delle migliori app del settore, e le nuove funzionalità sportive,  immersioni e trail running con GPX, posso fare davvero la differenza. Rimangono però alcuni limiti strutturali che sarebbe stato lecito aspettarsi venissero risolti: la ricarica lenta, i tasti fisici inutili durante gli allenamenti, e un’autonomia che nonostante la batteria più grande non migliora in modo sensibile. E rimane grande, ingombrante, non adatto a tutti. Ma per chi cerca il miglior smartwatch Android in assoluto, la risposta è ancora questa.

Voto finale

Samsung Galaxy Watch Ultra 2

Pro

  • Display luminoso
  • Davvero completo
  • Finalmente preciso sul battito
  • Samsung Health è molto migliorata

Contro

  • Ricarica molto lenta
  • Autonomia comunque ancora sottotono
  • I tasti fisici non sono sfruttati a dovere
  • Non c’è la proattività di Google Health

Emanuele Cisotti

Emanuele Cisotti
Ho fondato AndroidWorld nel 2008 durante il mio periodo di studi di ingegneria a Firenze. Ho continuato a gestire AndroidWorld e poi SmartWorld, espandendo quindi l’ambito di competenza, all’interno prima di Banzai Media e poi di Mondadori. A oggi svolgo principalmente il lavoro di gestione del mio team e di rapporto con i marchi, ma non per questo sono meno operativo. Sono conosciuto principalmente per le mie video recensioni di smartphone su YouTube, ma la mia specializzazione riguarda anche wearable (come smartwatch e smart ring), dispositivi di domotica e altri gadget tecnologici sfiziosi. Molti di questi trovano spazio sul canale TikTok di SmartWorld.

Dal 2011 al 2014 ho lavorato sulla rivista Android Magazine disponibile in edicola e in versione digitale. Sono autore di tre guide riguardanti Android edite da LSWR. Tre le mie passioni principali la musica elettronica (in quasi qualsiasi declinazione) e le costruzioni LEGO, che sono il principale nemico del mio conto in banca.


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