Catanzaro, il futuro di Pittarello è lontano dalle Aquile
Filippo Pittarello aveva fatto un figurone in finale e, più in generale, nelle cinque partite dei playoff. Anche senza segnare, il suo contributo era risultato determinante per consentire al Catanzaro di andare avanti per sfiorare il sogno promozione. Un giudizio di questo genere l’avrà condiviso pure il tecnico della squadra a cui i giallorossi hanno conteso la Serie A fino alla fine: Paolo Bianco non siede più sulla panchina del Monza, ora comanda il Pisa che ha l’obiettivo di tornare immediatamente al piano di sopra, ma non ha minimamente dimenticato le prestazioni di Pittarello.
Non a caso, alla ricerca di un attaccante che possa muoversi al centro di un tridente offensivo, i toscani si sarebbero fatti avanti proprio con il calciatore veneto. Non solo, perché probabilmente è stato fatto anche un primo approccio con la società del presidente Noto, seppure con un’offerta economica parecchio distante da una cifra che possa ritenersi adeguata per una punta che ha completato la stagione con 12 gol all’attivo. Distanza che, al contrario, non pare esistere fra i nerazzurri e lo stesso Pittarello, intrigato e non poco dalla possibilità di andare in una squadra che ha l’obiettivo dichiarato del ritorno in A: è indicativo il fatto che ieri pomeriggio non abbia partecipato alla partitina in famiglia di Livigno.
In sostanza, è un’altra grana per il Catanzaro, che ha già lasciato andare Pontisso e Liberali e sta per farlo con Favasuli: uno come Pittarello, il club non avrebbe intenzione di lasciarlo andare, però ha pure il giusto orientamento ad accontentare chi non ha le motivazioni per restare, a patto che vengano rispettati i termini economici fissati dalla società. Di conseguenza anche questa cessione non è un’ipotesi campata in aria, se dovesse esserci un punto d’incontro fra l’offerta e la domanda delle Aquile.
Due estati fa, Pittarello è stato l’acquisto più oneroso nella storia del club: un milione e 200mila euro bonus compresi al Cittadella. Aveva segnato sei reti a stagione nei due campionati precedenti, in giallorosso ha impiegato mesi a segnarne una, visto che è rimasto a secco da agosto 2024 fino alla fine di febbraio 2025 per mettere la firma su un match, decidendo la vittoria di La Spezia. Le critiche, anche ingenerose da parte dei tifosi, non gli sono mai mancate, tuttavia Filippo ha dimostrato di saperle sopportare e di usarle a suo vantaggio, anche caricandosi. Il ds Polito, che l’ha portato in giallorosso dopo una lunga e complicata trattativa con la cara bottega del Cittadella, l’ha sempre difeso e tutelato, poi Aquilani e il suo staff l’hanno migliorato notevolmente negli ultimi sedici metri, insegnandogli i movimenti
Ma se nella prima annata non ha superato i due gol, in quella successiva si è rifatto con gli interessi andando in doppia cifra per la prima volta da professionista. Normale, allora, che su di lui si appuntassero gli occhi di alcune società ambiziosi e con la forza economica per provare ad accaparrarselo: c’era stato un interesse della Sampdoria, di recente è venuto fuori quello del Pisa, probabilmente il più convinto e concreto, forse anche decisivo.
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