Nomine in Regione Calabria, partita infinita. E il Tar diventa “alleato” di Occhiuto
La politica calabrese resta appesa al verdetto della magistratura amministrativa. Tra meno di un mese, il 2 settembre, il Tar (dopo aver negato la richiesta di sospensiva) esaminerà nel merito il ricorso della Regione contro l’ordinanza della Corte d’appello di Catanzaro che ha dichiarato ammissibile la richiesta di referendum popolare sulla legge di revisione statutaria che ha reintrodotto i sottosegretari e ampliato la Giunta a 9 componenti. Sicuramente fino a quella data nulla si muoverà sul fronte delle nomine attese dai partiti del centrodestra – in particolare Lega e Noi Moderati – che da quasi un anno attendono un “riconoscimento” politico dopo aver incassato le briciole (o quasi) all’indomani delle ultime Regionali.
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