Libri: Guns N’ Roses. The Truth-La verità – di Ken Paisli

Di libri sui Guns N’ Roses ne sono usciti tanti negli anni ma ugualmente mi sono approcciato a questa pubblicazione con la giusta curiosità e, lo ammetto, con una certa trepidazione perché di acqua sotto i ponti ne è passata molta dalla prima edizione di “The Truth” di Ken Paisli, considerata a ragione una sorta di bibbia sulla vicenda artistica del mitico gruppo losangelino.
Lo scrittore, tra i massimi cultori della band capitanata da Axl Rose ha dato così seguito a una storia che invero sembrava solo sospesa nel 2005, e alla luce di quanto avvenuto nel ventennio successivo, un aggiornamento sembrava a quel punto doveroso.
La narrazione riprende quindi da dove eravamo rimasti e arriva fino ai giorni nostri, al 2026: nel mentre “Chinese Democracy”, uno degli album più attesi della storia del rock, che oramai pareva un fantasma, vide finalmente la luce nel 2008.
Soprattutto vi sono stati degli eventi significativi negli ultimi tempi che hanno certificato come ci sia ancora vita nella galassia Guns N’ Roses, tornati ad essere un’entità avvicinabile a quella della formazione originaria, giacchè per tre quinti si è ritrovata di nuovo su un palco a far pulsare migliaia di cuori come circa quarant’anni fa (mi rendo conto che faccia un certo effetto ricordare a quando risalga il primo album del gruppo: quel classico del rock che risponde al nome di “Appetite for Destruction” fu infatti pubblicato nel 1987).
“The Truth – La verità” va a colmare pertanto un vuoto, dando una fotografia assolutamente reale della storia dei Guns, confermandosi, a mio avviso, la loro biografia più esaustiva e sentita, proprio anche a livello emotivo, ed è questa in fondo la sua particolarità.
L’autore, infatti, oltre a essere assolutamente competente e trattare la materia con il giusto rigore e con una obiettività non certo comune alla maggior parte dei fans, allo stesso tempo tramite alcuni excursus che lui chiama intermezzi ci delinea il suo stato d’animo personale riguardo i tanti fatti messi in fila dagli inizi dell’avventura del gruppo ad oggi, mettendo nero su bianco le proprie sensazioni e le sue reazioni su quanto successo ad Axl e ai suoi sodali.
È un libro quindi assolutamente da non perdere per tutti gli amanti di Guns N’ Roses, ma direi pure per gli appassionati del rock contemporaneo, perché per quanto alcuni detrattori considerino adesso la band di Axl e Slash più come una parodia di sé stessa che altro, vale la pena ricordare che si tratta dello stessa che per gran parte degli anni ’90 fu in assoluto la più famosa del pianeta, capace di rinverdire i fasti del rock, portandolo ai massimi livelli non soltanto in termini numerici di vendita, ma proprio di resa artistica.
Nei Guns N’ Roses, rapportandoci nello specifico alla formazione storica, convivevano cinque personalità ben definite, dei musicisti talentuosi molto differenti fra loro ma che magicamente avevano trovato la giusta alchimia nel mettere a punto uno stile subito riconoscibile, con una poetica tutta loro non immune da critiche, anzi, che andava a sfidare senza alcun timore le convenzioni sociali dell’epoca.
Ben presto – la storia ci ha detto questo – sarebbe emerso Axl Rose come lider maximo ma è innegabile come pure Slash, Duff McKagan, Izzy Stradlin e Steven Adler abbiano contribuito a rendere iconico in presa diretta il nome dei Guns N’ Roses.
Il libro in questione però va ben oltre la narrazione del successo planetario, soffermandosi – ed è questo a mio avviso il suo vero punto di forza – sul perché a un certo punto, e in maniera quasi fulminea, la band abbia esaurito la propria spinta creativa.
Paisli cerca nuove risposte rispetto a quelle che negli anni in tanti hanno cercato di trovare, non limitandosi a riferirsi all’esplosione del grunge come fattore principale del precoce decadimento dei Guns N’ Roses, per quanto i Nirvana e gli altri maggiori esponenti di questo genere rappresentassero un modello culturale di riferimento opposto a quello messo in evidenza dai nomi di punta dello street metal, filone ascrivibile ai Nostri.
Il biografo pone così l’accento sulle dinamiche interne che hanno finito per distruggere l’equilibrio del gruppo, in particolare concentrandosi sui tanti contrasti interiori che ha vissuto Axl Rose dopo il boom di “Use Your Illusion”, il quale a un certo punto ha cominciato a deragliare sempre di più, non riuscendo a tenere in piedi la macchina per come l’avevamo conosciuta e amata, lottando contro tutto e tutti per tenerne in vita il nome, col risultato di collocarlo però in un limbo che sembrava infinito, vedi la continua procrastinazione di “Chinese Democracy”. Fino a quando questo album ha trovato il suo sbocco definitivo, dando quindi un nuovo impulso non solo alla vita discografica dei Guns, ma proprio alla sua effettiva ripresa.
Stiamo assistendo quindi a una rinascita che ha del miracoloso, se consideriamo come si erano messe a un certo punto le cose.
Ken Paisli sin dalle prime pagine da’ spazio, in maniera appunto democratica, a tutti i componenti della band, anche a quelli di passaggio ma che ebbero la loro influenza sull’evoluzione musicale del progetto (e che contribuirono di fatto a tenerlo in vita), continuando ad aggiornarci pure sui singoli percorsi solisti, con tante gustose parentesi extra – musicali utilissime ad arricchire l’intera opera.
Una storia che non è ancora terminata ma che ha già visto un suo lieto fine nel momento in cui si è tornati a parlare al plurale riguardo i Guns N’ Roses e non più soltanto come una sigla sociale tenuta in piedi da Axl Rose.
“The Truth” testimonia quindi tutto questo, in un ritratto corale vivace, incalzante e viscerale, cento per cento rock: non vuole limitarsi a celebrare il passato glorioso della band ma piuttosto intende documentarne lo stato di salute, raccontando il suo presente e provando ad anticipare i possibili scenari futuri ora che il peggio sembra finalmente alle spalle.

Editore: Il Castello
Autore: Ken Paisli
Lingua: Italiano
Pagine: 336 pagine
ISBN: 9788827605561
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