Economia, le previsioni della Regione Liguria: “Crescita dello 0,8% nello scenario migliore”

Genova. “Nonostante il quadro macroeconomico internazionale risulti ancora caratterizzato da elementi di forte incertezza e da rischi al ribasso per la crescita”, nel 2026 il Pil in Liguria registrerebbe “una crescita contenuta ma positiva vicino allo 0,8%, destinata a rafforzarsi gradualmente nel biennio successivo”. È lo scenario migliore delineato dal documento di economia e finanza regionale (Defr) al vaglio del Consiglio regionale nella sessione di bilancio.
La previsione, basata sul modello econometrico Irem a disposizione delle amministrazioni regionali, prende in considerazione uno scenario “di base” che “presuppone una rapida attenuazione delle tensioni geopolitiche nell’area mediorientale e una sostanziale stabilità, rispetto ai più recenti sviluppi, delle principali variabili esogene per la seconda metà del 2026, quali i tassi di interesse applicati a famiglie e imprese, i rendimenti dei titoli obbligazionari a lungo termine, i prezzi dell’energia e delle materie prime, nonché i livelli di fiducia di famiglie e operatori economici”. Non viene dettagliata invece l’ipotesi basata sullo “scenario avverso“.
“Pur in presenza di comparti particolarmente esposti agli shock energetici e al rallentamento degli scambi internazionali, quali trasporti, logistica portuale e attività connesse – scrivono gli analisti della Regione nel documento – la Liguria presenta alcuni fattori di resilienza che potrebbero attenuare gli effetti di un eventuale peggioramento congiunturale. Tra questi si segnalano la rilevante incidenza dei servizi pubblici, della sanità e del settore immobiliare, comparti generalmente meno sensibili alle oscillazioni del ciclo economico, nonché la presenza diffusa di piccole e microimprese che hanno evidenziato una buona capacità di adattamento e una situazione economico-finanziaria complessivamente equilibrata. A ciò si aggiunge un mercato del lavoro che, pur in un contesto di moderazione della crescita, continua a beneficiare di livelli occupazionali elevati e di un tasso di disoccupazione contenuto”.
Il documento passa in rassegna gli ultimi dati disponibili sull’economia regionale. La dinamica demografica mostra un lieve recupero tra il 2024 e il 2026. Nel 2025 gli occupati raggiungono quota 651mila con un incremento di oltre 17mila unità rispetto al 2024 che colloca la Liguria al secondo posto tra le regioni italiane. Il tasso di disoccupazione scende ancora al 4,7% (ancora leggermente superiore al Nord Ovest, 4%). Peggiora invece il dato sui Neet che salgono al 14% dal 12,4% del 2024, evidenziando “persistenti difficoltà di inserimento dei giovani nel mercato del lavoro regionale”.
Segnali positivi arrivano dalla blue economy. Per quanto riguarda i traffici commerciali dei porti liguri, nel 2025 il sistema ha mostrato una sostanziale tenuta dei traffici complessivi. I porti di Genova e Savona hanno registrato una lieve flessione dei volumi complessivi (-0,8%), compensata dalla crescita del traffico containerizzato in termini di Teu (+6,3%) e dal buon andamento del comparto crocieristico. Nel corso del primo trimestre del 2026 il sistema portuale ligure ha movimentato complessivamente circa 17,7 milioni di tonnellate di merci, in lieve diminuzione rispetto ai 18,1 milioni dello stesso periodo del 2025 (-2,1%). Sul fronte del traffico passeggeri emergono dinamiche più favorevoli.
“I dati del primo trimestre del 2026 – si legge nel Defr – si collocano in un contesto internazionale oramai caratterizzato da continue tensioni geopolitiche e rallentamento degli scambi commerciali, fattori che influenzano i flussi logistici e marittimi. Al tempo stesso, il settore portuale presenta tradizionalmente una certa volatilità ciclica, legata all’andamento del commercio mondiale, alla dinamica delle rotte e alla composizione dei traffici. Le variazioni registrate nei porti liguri riflettono pertanto sia il quadro economico internazionale sia le fisiologiche oscillazioni del comparto. Gli ultimi dati disponibili relativi all’export di beni liguri del primo trimestre 2026 evidenziano una crescita netta, pari al 20,8%, rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente”.
Bene anche il turismo: “Per quanto riguarda le strutture ricettive tradizionali, gli arrivi crescono del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2025, passando da 1,15 a 1,21 milioni di turisti (+56mila unità). Ancora più marcata la crescita registrata dagli appartamenti ammobiliati a uso turistico, che confermano il loro ruolo crescente nell’offerta turistica regionale. Nei primi quattro mesi dell’anno gli arrivi aumentano del 22,9% (+33,6mila unità) e le presenze del 46,7% (+258mila pernottamenti).
“Nel complesso, l’economia ligure si presenta in una fase di moderata crescita e mostra una buona capacità di tenuta nonostante il perdurare di un quadro internazionale caratterizzato da elevata incertezza – concludono gli analisti -. I più recenti indicatori evidenziano segnali positivi sul mercato del lavoro, una sostanziale stabilità del tessuto imprenditoriale e una dinamica favorevole delle esportazioni, mentre l’economia del mare continua a rappresentare uno dei principali fattori di competitività del territorio. Le prospettive per il periodo 2026-2029 restano condizionate dall’evoluzione del contesto geopolitico ed economico internazionale. Tuttavia, nello scenario di base, la Liguria dovrebbe mantenere un percorso di crescita contenuto ma positivo, sostenuto dalla solidità dei suoi principali comparti produttivi e dalla capacità di adattamento dimostrata dal sistema economico regionale negli ultimi anni”.




