>>>ANSA/L’Ue non perdona la Biennale, stop a 2 milioni di finanziamenti – Altre news
(di Michele Esposito)
Non è bastato il lungo carteggio
di maggio e giugno. E non è bastata neanche la posizione del
governo, in linea con quella di Bruxelles. La Commissione Ue ha
deciso di non perdonare la Biennale di Venezia per il caso del
padiglione russo e ha raccomandato ufficialmente all’Eacea
(l’agenzia europea per la Cultura e l’Educazione) di stoppare i
finanziamenti da 2 milioni destinati alla Fondazione.
Ad annunciarlo è stata, su X, la vicepresidente della
Commissione Ue Henna Virkkunen. “La cultura in Europa –
finanziata con il denaro dei contribuenti – dovrebbe promuovere
e salvaguardare i valori democratici. Tali valori non vengono
rispettati nella Russia odierna”, ha sottolineata la commissaria
finlandese. Il caso del padiglione russo è scoppiato in tutta la
sua – ampia – portata in primavera. Nonostante la contestazione
mossa dal ministro della Cultura Alessandro Giuli la Fondazione
ha tirato dritto, decidendo di ospitare il padiglione russo. La
struttura, formalmente, non è mai stata aperta al pubblico e la
Biennale ha sempre sostenuto che la sua presenza non violasse le
sanzioni europee. Ma la polemica, dall’Italia, già nel marzo era
planata su Bruxelles.
La Commissione europea e l’agenzia Eacea hanno inviato
diverse lettere alla Biennale per chiedere chiarimenti, prima e
dopo l’apertura della kermesse e aveva avvertito la Fondazione
che, fosse andata avanti, rischiava di perdere i fondi. Il 9
maggio, tuttavia, la Biennale ha aperto. E il padiglione russo
era presente. Era il giorno della festa dell’Europa e la
coincidenza non ha fatto che aumentare l’irrigidimento dei
vertici comunitari. Così come a Palazzo Berlaymont non hanno
nascosto l’irritazione per le parole del vicepremier Matteo
Salvini, che a Venezia il 9 maggio era presente. Ed è proprio la
Lega, in serata, a rispondere per le rime alla decisione della
Commissione. “La Biennale è storia, cultura, arte, innovazione e
libertà. Se qualche burocrate di Bruxelles non riesce a capirlo
ce ne faremo una ragione”, è stata la replica del partito di
Salvini, che ha annunciato che chiederà al governo di integrare
le risorse tolte dalla Commissione. “La cultura non si piega ai
diktat di Bruxelles”, viene sottolineato.
Nel frattempo, tuttavia, i fondi europei sono destinati ad
evaporare. Quella della Commissione nei confronti dell’Eacea è
una mera raccomandazione, ma difficilmente non verrà
formalizzata. Il caso Biennale, così come quello della presenza
della Russia alle Paralimpiadi di Milano-Cortina, è stato tra
l’altro implicitamente inserito nelle conclusioni del Consiglio
europeo di giugno. “Finché non ci sarà una pace giusta e
duratura in Ucraina, non vi dovrebbe essere una normalizzazione
della partecipazione della Russia a eventi sportivi e culturali
internazionali”, recitava il testo delle conclusioni. E, nei
giorni scorsi, l’Ue ha fatto sentire la sua voce anche nei
confronti del Cio, dopo la riapertura di quest’ultimo alla
partecipazione degli atleti russi.
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