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>>>ANSA/Corsa contro il tempo sulle sanzioni Ue a Mosca, il nodo veterani – Altre news

(di Michele Esposito)
Quarantotto ore per trovare
un’intesa, quattro giorni per formalizzarla. E’ una corsa contro
il tempo vera e propria quella a cui si prepara l’Ue sul
ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Annunciata
all’inizio di giugno da Ursula von der Leyen, la nuova tranche
di misure sembrava avere un’autostrada davanti, vista anche la
dipartita politica di Viktor Orban. Ma così non è stato. Su
diversi punti del nuove regime sanzionatorio i 27 hanno faticato
a trovare una quadra, a partire dal divieto di ingresso
nell’Unione per i veterani russi che hanno combattuto in
Ucraina. Caldeggiato dai Baltici – l’Estonia in primis – il
divieto ha seminato perplessità crescenti soprattutto in due
Paesi: la Francia e l’Italia, convinte che così facendo si mette
in campo un divieto di ingresso in Ue generalizzato. Con vistose
perdite per chi, come Roma e Parigi, restano tra le mete più
amate del turismo russo.

   
Fino a non molte settimane, perlomeno, c’era l’Ungheria di
Orban a coprire disaccordi e tensioni nel fronte dei
filo-ucraini. Sia chiaro, la volontà di continuare ad alzare la
pressione su Vladimir Putin è diffusa e, molto probabilmente,
alla fine un accordo verrà trovato prima che, il 15 luglio,
scatti il rialzo da 45 a oltre 60 dollari del price cap al
petrolio di Mosca. La discussione, però, è tutt’altro che
chiusa. Venerdì sera la riunione dei Rappresentanti Permanenti
(Coreper II) si è conclusa con un nulla di fatto. E l’ipotesi di
una nuova riunione del Coreper, nella giornata di domenica,
appare al momento remota. Più probabilmente il dossier del 21/o
pacchetto finirà direttamente sul tavolo dei ministri degli
Esteri dei 27 che si riuniranno a Bruxelles per l’ultimo Cae
prima delle vacanze estive. I titolari delle diplomazie europee,
salvo emergenze, torneranno a vedersi a inizio settembre in
Irlanda – presidente di turno – per la riunione del Gymnich.

   
Lunedì, insomma, sarà una giornata da dentro i fuori. E il
pressing di Palazzo Berlaymont per il via libera al 21/o
pacchetto è decisamente alto.

   
La presidenza irlandese di turno, appena insediatasi,
nelle scorse ore ha provato a smussare le misure previste.

   
Italia e Francia sono convinte che il divieto di ingresso in Ue
ai veterani sia controproducente: non essendoci liste certe e
verificabili degli ex combattenti rischia di essere un divieto
generalizzato ai russi, con ricadute nel settore turistico. Per
Parigi e Roma è meglio, perciò, intervenire sul Codice dei
visti. Ma non c’è solo il punto dei veterani a frenare l’iter.

   
Il bando dell’import del merluzzo russo ha sollevato
l’opposizione innanzitutto di Germania e Portogallo, dove il
Pollack (il merluzzo giallo) arriva in grandi quantità. Le
sanzioni alle metaniere che trasportano Gnl russo hanno visto la
contrarietà di Paesi come Malta e Grecia, e soprattutto dei loro
armatori. Lo stesso congelamento del price cap per sei mesi è
ritenuto, da alcuni, troppo lungo. Senza contare l’inserimento
nella lista nera del patriarca Kirill, osteggiato dalla Bulgaria
e sul quale anche Roma ha mostrato più di un dubbio. Espungere
tutti questi punti, tuttavia, rischia di svuotare l’intero
pacchetto.

   
In Ucraina, nel frattempo, nuovi raid russi hanno colpito
Kiev e Zaporizhzhia, causando morti e feriti e portando
Volodymyr Zelensky a chiedere massima rapidità per gli accordi
per i sistemi di difesa antiaerea. Dopo aver avuto l’ok di
Donald Trump, il presidente ucraino starebbe guardando ad una
collaborazione con il Giappone per accelerare i tempi nella
produzione dei Patriot. ” Dobbiamo procedere il più rapidamente
possibile sugli accordi di licenza per i Patriot e sul progetto
europeo congiunto di difesa anti-balistica. Al momento, la
priorità assoluta per tutte le nostre istituzioni è realizzare
tutto ciò”, ha sottolineato.

   

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