Piemonte

“L’Asl To4 manda a casa 20 precari della sanità”, il sindacato si ribella: “La Regione intervenga”

La segreteria del Nursind Torino, sindacato delle professioni infermieristiche, esprime “la più ferma condanna” nei confronti della direzione generale dell’Asl To4 per la gestione del personale precario in scadenza. Il sindacato segnala che l’azienda sanitaria ha deciso di non procedere alla stabilizzazione di circa 20 lavoratori del comparto, tra cui Oss, infermieri, ostetriche e personale amministrativo.

“A nostro avviso si tratta di una scelta folle, inammissibile e priva di qualsiasi logica”, dicono Giuseppe Summa, segretario territoriale Nursind Torino, e Antonio De Feo, dirigente sindacale nell’Asl To4 a cui appartengono i distretti di Cieriè, Chivasso e Ivrea: “Nursind rappresenterà questi lavoratori in tutte le sedi opportune”. I primi non confermati dovranno lasciare il posto il prossimo 15 luglio.

Ieri i lavoratori, aggiungono i sindacalisti, “hanno ricevuto solo la comunicazione di cessazione senza nemmeno vedersi riconoscere ferie e ore maturate. Lasciare a casa chi garantisce ogni giorno l’assistenza ai cittadini è un danno incalcolabile per l’utenza e per i servizi, oltre che per i lavoratori stessi”. Il Nursind sollecita un intervento della Regione Piemonte e ha scritto al direttore generale dell’azienda sanitaria, Luigi Vercellino, chiedendo un riscontro immediato.

La risposta dell’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, non si fa attendere: “Ho già chiesto agli uffici regionali un approfondimento urgente con la direzione dell’Asl To4 per verificare la situazione e accertare che le disposizioni regionali siano state applicate correttamente”. La stabilizzazione del personale che ha maturato i requisiti previsti dalla legge, tiene a precisare l’assessore, “rappresenta un valore importante per il servizio sanitario regionale, perché consente di trattenere professionisti già formati, garantire continuità assistenziale e valorizzare il lavoro svolto durante questi anni”.

Riboldi torna poi sulle polemiche dopo la notizia, data da Repubblica, della circolare con cui la Regione ha chiesto alle Asl di fermare le assunzioni: “Desidero ribadire che la nota regionale emanata nell’ambito del monitoraggio della spesa sanitaria non è stata concepita per bloccare indiscriminatamente le assunzioni o le procedure di stabilizzazione già avviate, ma per garantire una gestione uniforme e sostenibile del personale in tutte le aziende sanitarie piemontesi, considerata la necessità di gestire al meglio le 4200 assunzioni che sono state fatte in più oltre il turnover, che comportano un investimento per il sistema sanitario di circa 200 milioni l’anno”.


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