Politica

Melonellum, centrodestra ancora al lavoro sugli emendamenti. Tajani: “Preferenze non essenziali”

Niente weekend al mare per gli “ingegneri” del Melonellum. La scadenza per la presentazione degli emendamenti – lunedì all’ora di pranzo – si avvicina. E nella maggioranza, il puzzle da risolvere è sempre lo stesso: preferenze sì e no. Gli sherpa di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi Moderati continuano a sentirsi. Messaggi o video-chiamate, ognuno nelle rispettive città. Smartworking sulla legge elettorale.

E mentre si lavora nel retropalco, gli scambi alla luce del sole fanno apparire lontana la fumata bianca: leghisti e azzurri continuano a mostrarsi scettici rispetto alla prospettiva di sbloccare le liste.

“Noi crediamo che l’impalcatura della legge così come è stata presentata vada bene”, ripete leader di Forza Italia Antonio Tajani. “Il dibattito è aperto sul tema delle preferenze, ma io non lo considero elemento essenziale”. E poi ancora: “Io sono sempre stato eletto con le preferenze, quindi non ho alcuna posizione contraria del principio: però probabilmente il testo della legge così come era stato preparato garantiva le sensibilità di tutti”.

Il ministro degli Esteri si rimette all’aula: “Ora vedremo in Parlamento, non è una posizione del governo quella della legge elettorale, è una scelta del Parlamento, vediamo cosa accadrà”.

Anche per Igor Iezzi, deputato leghista, uno dei quattro relatori del Melonellum, all’interno del centrodestra “resta la differenza sulle preferenze”, che tuttavia non è un tema “fondamentale”.

“Noi – aggiunge – non abbiamo paura delle preferenze, noi eravamo favorevoli all’ipotesi di collegi uninominali che sono il massimo della partecipazione”.

I partiti sono anche divisi al loro interno tra favorevoli e contrari alla possibilità di indicare il nome dell’elettore sulla scheda. Così se ieri il capogruppo della Lega Riccardo Molinari diceva che sarebbe “molto difficile inserirle ora”, il vicesegretario Claudio Durigon, oggi, spinge per prevederle: “Personalmente sono favorevole che l’elettore possa scegliere chi lo debba rappresentare, la Lega nel suo dna ha identità e territorio e penso che questi valori li si può rappresentare proprio con il rapporto con gli elettori, e dando soprattutto la possibilità di scegliere da chi si vuol essere rappresentati ai cittadini”.


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