>ANSA-FOCUS/Esercitazioni comuni e il sistema Freya, la fase 2 dei Volenterosi – Altre news
(di Michele Esposito)
Prima il Consiglio Affari Esteri
a Bruxelles, poi il Vertice dei Volenterosi a Parigi: sarà un
lunedì centrale nel sostegno europeo all’Ucraina. I ministri
degli Esteri dei 27 sono chiamati all’ultimo giro di boa sul
21/esimo pacchetto di sanzioni, rimasto a lungo in una fase di
stallo. Una nuova riunione dei Rappresentanti Permanenti
convocata di domenica non ha chiuso la partita ma ha sbloccato
l’impasse, ad esempio smussando nettamente le perplessità
dell’Italia. A Parigi, invece, Emmanuel Macron ha organizzato un
incontro che, di fatto, porterà la Coalizione dei Volenterosi
alla fase due del supporto per Kiev. In ballo, molto
probabilmente, ci sono future esercitazioni e la creazione di
una Coalizione anti-aerea che dovrebbe riunire alcuni
Volenterosi e l’Ucraina nella produzione del sistema Freya, una
sorta di Patriot in salsa europea.
E’ stato lo stesso Volodymyr Zelensky, lo scorso 10 luglio, a
parlare di Freya. “E’ un sistema anti-balistico analogo del
Patriot, ma più facile da produrre in serie e meno costoso.
Questo è un modello europeo. Il nostro compito è riunire leader,
aziende e consulenti per la sicurezza nazionale e presentare il
progetto pertinente ai Paesi che possono aiutare l’Ucraina a
realizzarlo molto rapidamente”, sono state le parole del
presidente ucraino. Ci si aspetta che solo una parte dei
Volenterosi entri nel progetto. L’Italia dovrebbe essere a
bordo. Per Zelensky, che sarà a Parigi fresco di un nuovo
rimpasto di governo, si tratterebbe di un passo avanti
significativo, in attesa di dare il via libera alla produzione
dei Patriot. Per l’Europa la Coalizione anti-aerea potrebbe
invece segnare l’inizio di un format pilota per andare avanti
sulla difesa comune. Guardando anche oltre l’Ue, visto che nella
coalizione sarà presente la Norvegia. Le iniziative comuni che
potrebbero essere annunciate non finiscono qui. Ad Ankara è
stato lo stesso Macron ad anticipare la possibile decisione di
dare vita ad esercitazioni comuni dei Volenterosi. A partecipare
sarebbero, innanzitutto, quei Paesi (non l’Italia) che hanno già
dato disponibilità ai boots on the ground come garanzia di
sicurezza per Kiev dopo un’eventuale tregua.
Il vertice dei Volenterosi vero e proprio inizierà nel
pomeriggio. Sono attesi i rappresentanti di 37 Paesi, con due
novità: la presenza di Moldavia e Nord Macedonia. L’Italia sarà
tra i pochi – anche il presidente turco Recep Tayyp Erdogan sarà
assente – a non partecipare con la sua massima carica. A fare le
veci della premier Giorgia Meloni ci sarà il vicepremier e
ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Per Meloni sembra contare
di più un emendamento alla legge elettorale che il futuro della
difesa europea. Ancora una volta, prima la poltrona, poi
l’interesse nazionale”, è stato l’attacco lanciato
dall’eurodeputato di Renew Sandro Gozi. “Non accettiamo lezioni
di patriottismo da chi è stato eletto in Francia, faccia gli
interessi di Macron”, hanno replicato seccamente da Fdi, con
Stefano Cavedagna. Polemiche a parte, Meloni sarà assente anche
alla cena al Eliseo, organizzata per i leader dei Volenterosi da
Macron e dalla first lady Brigitte. Per Macron sarà la vigilia
dell’ultima Festa nazionale alla quale assisterà da presidente.
Una festa che, come anticipato da Le Figaro, sarà nel segno
della grandeur, con circa diecimila soldati che sfileranno per
gli Champs-Élysées. E con l’Ucraina come ospite d’onore.
Al Cae di Bruxelles l’obiettivo prioritario è il via
libera politico alle sanzioni. Sui quattro nodi – il divieto in
Ue per i veterani russi, il periodo di congelamento del price
cap, l’embargo al merluzzo russo, le sanzioni per le metaniere
che portano Gnl del Cremlino – i Rappresentanti Permanent,
secondo fonti diplomatiche, hanno registrato “progressi
importanti”. Con Roma soddisfatta delle modifiche tecniche
apportate al divieto agli ex combattenti russi. L’obiettivo di
Roma, viene spiegato, è avere un ok rapido ma anche mantenere
l’unità dell’Ue. Tuttavia, il tempo stringe: il 15 luglio scatta
il rialzo automatico per il price cap al petrolio russo.
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