Frodi, nel 2025 in Italia calano i casi legati all’uso di identità di soggetti deceduti
Nel 2025, a seguito di controlli dello strumento Scipafi, sono stati più di 205mila i codici fiscali risultati inesistenti (lo 0,64 per cento del totale verificato) e oltre 210mila documenti erano stati denunciati per furto o per smarrimento (l’1,12 per cento del totale verificato). Oltre 23mila nominativi per cui era stata verificata l’esistenza in vita risultavano invece di persone decedute (lo 0,10 per cento del totale verificato). È quanto emerge dalla «Relazione sull’attività di prevenzione delle frodi nel settore del credito al consumo e dei pagamenti dilazionati o differiti, con specifico riferimento al furto d’identità» per l’anno 2025, presentata dal ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti e trasmessa alla Presidenza il 6 maggio scorso.
L’impatto dello Scipafi
I dati, si legge nella relazione, possono essere influenzati per eccesso dal ripetersi delle verifiche su casi dubbi e da possibili errori di digitazione. In ogni caso, «si può stimare che nel solo 2025 Scipafi abbia contribuito a identificare diverse decine di migliaia di situazioni di rischio frode». Lo Scipafi è il sistema di prevenzione, sul piano amministrativo, delle frodi nel settore del credito al consumo, con specifico riferimento al furto d’identità. Il Sistema, dal suo avvio nel 2015, ha evaso più di 189 milioni di interrogazioni, restituendo circa 2,5 miliardi di esiti su singoli dati sottoposti a verifica.
Calano le frodi con dati di soggetti deceduti
Il fenomeno delle frodi riconducibili all’uso di identità di soggetti deceduti ha registrato, rispetto al 2024, un calo significativo, pari circa al 50 per cento. Secondo lo studio, questa riduzione si deve all’effetto deterrente esercitato dal collegamento con la banca dati dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr), che consente verifiche tempestive sull’esistenza in vita dei soggetti interessati. Nel corso del 2025 è stata inoltre avviata l’interlocuzione con l’Associazione nazionale industria dell’autonoleggio della sharing mobility e della digital automotive (Aniasa) al fine di valutarne l’adesione al sistema. Per il segmento di mercato rappresentato dall’Aniasa – società di noleggio veicoli a breve e lungo termine, gestione di flotte aziendali, noleggio veicoli industriali, car sharing e digital automotive – il danno legato ai furti di veicoli durante operazioni di noleggio a lungo termine è pari a più di 65 milioni su un fatturato totale di 7,5 miliardi.
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