Liguria

Termovalorizzatore, Amiu non partecipa al bando: “Valuteremo quando la Regione avrà individuato il sito”


Genova. Amiu non parteciperà al bando della Regione per l’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti, cioè il termovalorizzatore. Almeno in questa fase.

La conferma, dopo quanto emerso dall’ultimo vertice di maggioranza col veto posto da Avs, arriva (indirettamente) attraverso una nota diffusa dall’azienda dopo la riunione del consiglio di amministrazione, convocato alla vigilia della scadenza del bando (30 giugno), che “ha conferito al presidente il mandato di approfondire gli aspetti economici, finanziari, tecnologici e operativi dell’iniziativa, non appena la Regione avrà individuato il sito e definito il progetto“.

Il Cda, si legge, “ha deliberato oggi all’unanimità di aprire una fase di studio e analisi sul progetto promosso dalla Regione Liguria per la realizzazione di un impianto destinato alla chiusura del ciclo dei rifiuti”. E ancora: “Amiu vuole arrivare a valutare l’eventuale partecipazione alle procedure pubbliche previste dalla normativa sul partenariato pubblico-privato con un quadro conoscitivo completo”.

In altre parole Amiu potrebbe accodarsi solo nell’ultima fase, eventualmente in partnership con un’altra azienda, una volta che sarà chiaro dove si realizzerà l’impianto. Una scelta non facile, visto che la giunta Salis ha escluso nettamente l’ipotesi Scarpino (dove il suolo sta franando) ma anche ipotesi alternative all’interno del territorio comunale.

Bucci: “Pronti a prorogare il bando, se Amiu non partecipa niente benefici”

Oggi, intanto, il presidente ligure Marco Bucci aveva teso la mano per una possibile proroga dei termini: “Se Amiu chiedesse una settimana o dieci giorni in più, certamente non ci rifiutiamo di farlo. Però sono loro che devono prendere l’iniziativa”.

E aveva premesso: “Io so solo che, se Amiu non partecipa, sarà molto difficile per Amiu poi rientrare nel sistema. E se ci rientra, ci rientra certamente senza poter accedere a tutti i benefici del termovalorizzatore come socio. Potrà soltanto assegnare i rifiuti al termovalorizzatore, cosa che peraltro la Regione Liguria potrà obbligare a fare. Quindi, se uno vuole partecipare e avere un qualcosa di importante per i cittadini, è necessario che si partecipi al bando che si conclude domani sera”.

Alla fine non sarà così. “La chiusura del ciclo dei rifiuti è una delle sfide più rilevanti per il sistema ligure della gestione ambientale – afferma Amiu nel comunicato odierno -. Significa ridurre la dipendenza dalle discariche e dall’export dei rifiuti verso altri territori, con ricadute significative sia sui costi del servizio sia sulla sostenibilità complessiva del sistema”. Allo stesso tempo è un tema che l’azienda “intende affrontare con la necessaria profondità“.

Lo sprint di Salis e la frenata in maggioranza: cosa è successo

Eppure la sindaca Silvia Salis la settimana scorsa era stata tranchant: “L’amministrazione è stata molto chiara, in seguito ai risultati dello studio che abbiamo commissionato a Ramboll e anche in seguito alle indicazioni che provengono da Amiu su come sia fondamentale partecipare a questa gara come partner industriale. E l’amministrazione è convinta di questo, su questo andremo avanti”.

E poi, a proposito dell’arroccamento di Avs sul no “totale” all’inceneritore, aveva replicato senza troppi orpelli: “C’è una differenza tra un partito e un sindaco. Un sindaco deve portare avanti quello che è l’interesse della città senza un posizionamento ideologico sui temi. Io non ho un posizionamento ideologico, ho il posizionamento di chi deve far funzionare le cose. Quindi, per far funzionare Amiu, c’è necessità che partecipi a questa gara e Amiu parteciperà“.

L’ingresso in partita era stato annunciato un paio di settimane fa, durante la conferenza stampa di bilancio di un anno dell’amministrazione Salis, dall’assessora Silvia Pericu. Che, però, aveva condizionato il passaggio a una discussione in maggioranza.

Nel frattempo la discussione c’è stata. E i rossoverdi (i più radicali su questo dossier, che tuttavia vede contrario anche il Movimento 5 Stelle) non hanno cambiato idea. Quindi, per evitare un’implosione non necessaria, almeno al momento, la partecipazione di Amiu è congelata e rinviata alla fase finale della procedura. Oltre a quella politica, c’è una giustificazione anche tecnica, in realtà: la gara regionale aperta è destinata più che alle aziende che gestiscono il ciclo dei rifiuti a quelle che, per core business, costruiscono impianti.

Peraltro Amiu non avrebbe potuto partecipare da sola – secondo i parametri del bando – ma in cordata con un’azienda costruttrice (Iren). Inoltre nella manifestazione di interesse non sarebbe stato possibile indicare un sito di costruzione per il termovalorizzatore visto che a Genova, al momento, non ce ne sono disponibili (il Comune ha già escluso Scarpino per le criticità geologiche) e che nessun Comune in Liguria ha dato disponibilità a ospitare l’infrastruttura.




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