Lazio

nasce “La Roma che non c’è”, la lista civica per le elezioni del 2027

La frattura politica tra il mondo dei ragazzi del Cinema America e il sindaco Roberto Gualtieri si trasforma ufficialmente in un progetto elettorale organizzato.

Valerio Carocci, anima e fondatore del Piccolo America, ha lanciato il manifesto programmatico della lista civica “La Roma che non c’è”, nata con l’obiettivo esplicito di correre alle elezioni comunali del 2027.

Carocci ha escluso una sua candidatura personale alla poltrona di primo cittadino, ma ha blindato l’operazione firmando dieci punti politici intransigenti che spaziano dall’urbanistica alla gestione dei beni comuni, incassando immediatamente un appoggio di peso planetario da parte del gotha del cinema italiano e internazionale.

Il programma in sintesi: i 10 punti contro la speculazione

Il movimento si pone l’obiettivo di scardinare l’attuale modello di gestione della Capitale, raddrizzando la barra del timone pubblica contro le logiche della rendita privata.

Dalla difesa della casa alla geopolitica: il nodo Israele-Palestina

Il manifesto della civica di Carocci esce dai confini del Grande Raccordo Anulare per assumere una connotazione internazionale destinata a far discutere i partiti tradizionali.

Al punto dieci viene infatti teorizzato il boicottaggio istituzionale nei confronti degli enti israeliani legati alle politiche governative di Tel Aviv.

Disinvestimenti e appalti

Il testo propone la sospensione formale dei rapporti culturali e amministrativi di Roma Capitale con le realtà israeliane e spinge per l’esclusione dai bandi di gara comunali e dagli appalti pubblici di tutte le aziende multinazionali considerate complici della violazione dei diritti umani nei territori palestinesi, parallelamente a un’azione coordinata di solidarietà verso la popolazione di Gaza.

Lo scontro con il Campidoglio e le accuse di Carocci

La presentazione del simbolo è stata anche l’occasione per regolare i conti aperti con l’attuale inquilino di Palazzo Senatorio. Carocci ha lanciato una sfida pubblica a Roberto Gualtieri per un dibattito aperto, denunciando pressioni sotterranee.

La frattura con Gualtieri

Dopo una iniziale fase di dialogo sulle arene estive, i rapporti tra il Piccolo America e il sindaco di Roma si incrinano per divergenze sulla gestione degli spazi culturali della città.

I messaggi segreti dei vertici

Carocci dichiara di aver ricevuto sms e comunicazioni informali provenienti da una figura chiave dell’amministrazione Gualtieri, definiti dal leader del Piccolo America come «inaccettabili in un contesto democratico».

L’appello al faccia a faccia

Il fondatore della lista “La Roma che non c’è” esce allo scoperto e invita ufficialmente il Sindaco a un confronto pubblico e trasparente davanti alla cittadinanza.

Un esercito di star a sostegno del movimento

In vista della lunga volata che porterà alle urne del 2027, la lista può già contare su un comitato promotore che somiglia alla giuria del Festival di Cannes.

Hanno firmato e aderito al manifesto registi iconici del calibro del britannico Ken Loach, Marco Bellocchio, Dario Argento, Paolo Virzì e Saverio Costanzo.

Accanto ai maestri ci sono i volti di punta del nuovo cinema italiano, amatissimi dal pubblico romano ed europeo: da Alessandro Borghi a Luca Marinelli, passando per Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher, Pietro Castellitto, Sabina Guzzanti, Benedetta Porcaroli e i registi Fabio e Damiano D’Innocenzo.

Un blocco compatto che minaccia di sottrarre voti decisivi al Partito Democratico nel bacino dell’associazionismo e della sinistra intellettuale romana.

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