Cultura

Storia della Mia Famiglia – Stagione 2

Mi piacque la prima stagione di “Storia della mia famiglia”. Una storia che comincia dopo la dipartita di un giovane papà (Edoardo Scarpetta) che ha spaccato il cuore di tutti – di quelli che riconoscevano le sue maglie di Big Star e Fugazi di più. Però il suo finale aperto mi lasciò con una certa irritazione. Con la sensazione che forse sarebbe stato meglio che l’avessero chiusa lì. Insomma, credevo che la grazia della serie fosse esaurita.

Questa seconda stagione invece, con la sua conclusione ben compiuta, mi ha lasciato con una sensazione completamente differente. Quasi una malinconia, per non poter sbirciare mai più nelle storie di questi personaggi, magari non sempre recitati benissimo (non me ne voglia Massimiliano Caiazzo, ma ne deve mangiare di pane), ma dolcissimi e irresistibili.

Questo significa che mi sbagliavo, che la storia non si era affatto esaurita e che con un colpa da maghi si poteva fare ancora meglio. Il colpo da maghi è stato un Sergio Castellitto guascone e in stato di grazia, che con il suo Gaetano ha inondato la storia di comicità e classe.

A riprova della quantità di cose da raccontare, dei meandri della psicologia dei personaggi da scoprire c’è il fatto che questa stagione è anche più asciutta. Meno Roma da cartolina e meno canzoni (comunque belle e presenti), al contempo più racconto, crescita ed emozioni.
Poi vabbè un giorno la produzione mi spiegherà come parrucchiere e tassisti tengono attici a Piramide e terrazzi che ci puoi giocare a pallone a Prati, ma questo è un altro discorso.


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