Finanziamento del terrorismo, le piattaforme di streaming sono la nuova frontiera
La nuova frontiera del finanziamento al terrorismo online sono i social media e le piattaforme di streaming e messaggistica istantanea, come Twitch o Telegram. Lo rivela uno studio della Financial action task force (Fatf), l’organismo intergovernativo che ha per scopo la difesa del sistema finanziario dalle minacce portate da riciclaggio, finanziamento del terrorismo e proliferazione delle armi di distruzione di massa.
Nell’ultimo decennio, infatti, i siti di streaming sono diventati ecosistemi digitali complessi, capaci di raggiungere un pubblico sterminato. Ma non solo, perché su queste piattaforme è possibile effettuare pagamenti, anche con asset virtuali. Queste tecnologie, spiega il report Fatf, vengono usate da streamer e creator, ma anche da terroristi sia per fini di propaganda sia per raccogliere fondi. Non sempre, però, a chi sta inviando denaro è chiara la destinazione finale di quelle somme: finte campagne umanitarie o raccolte fondi a scopo benefico sono alcuni degli escamotage usati per convincere chi naviga sulle piattaforme a effettuare un versamento. La natura di questi schemi di finanziamento del terrorismo è sempre più complessa: i media usati sono molteplici e consentono varie funzionalità di pagamento anche grazie a fornitori terzi.
I soggetti
Lo studio rivela inoltre che, ad abusare delle piattaforme, nel 30 per cento dei casi sono lupi solitari o piccole cellule terroristiche mentre per il 26 per cento sono organizzazioni o individui motivati da questioni etniche o razziali. Un altro 25 per cento è costituito da grandi strutture ramificate, che fanno affidamento su affiliati a livello locale, e infine è presente un 19 per cento di gruppi terroristici di scala locale o regionale non affiliati. Secondo rilievi della Fatf, meno del 30 per cento delle giurisdizioni si sta occupando del rischio di finanziamento al terrorismo tramite piattaforme nei propri report di valutazione del rischio.
Cooperazione necessaria
Alcune misure fondamentali, secondo il report, per contrastare l’abuso di queste piattaforme sono una maggiore conoscenza delle feature di monetizzazione, il potenziamento delle capacità di comprensione del rischio e un dialogo più efficace tra autorità pubbliche e settore privato. «Il finanziamento al terrorismo è diventato digitale – ha commentato Elisa de Anda Madrazo, presidente Fatf – e quindi la capacità di raggiungere miliardi di persone e amplificare l’impatto degli attacchi non è mai stato così grande». Ne deriva, secondo de Anda Madrazo, che «nessuna giurisdizione o autorità può, da sola, occuparsi di questa minaccia; quindi, abbiamo bisogno di lavorare a stretto contatto per evitare che criminali abusino di queste piattaforme per creare sofferenza nel mondo».
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