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Buoni pasto negati, precari pagati meno: Pacifico (Anief) “punge” il Governo. Ecco cosa chiede per firmare il rinnovo contratto scuola [VIDEO]

C’è un paradosso che aleggia sulle aule scolastiche e non riguarda i banchi o le lavagne. Mentre il personale universitario ottiene lo smart working, gli insegnanti e gli ATA continuano a inseguire diritti che sembrano elementari. Come il buono pasto. O la parità di trattamento tra chi ha un contratto a tempo indeterminato e chi no. O ancora la possibilità per i genitori di figli under 16 di ottenere un’assegnazione provvisoria senza dover scalare montagne burocratiche.

Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, ospite di Orizzonte Scuola Tv, ha messo sul tavolo i nodi che rischiano di far saltare il rinnovo contrattuale per il triennio 2025-2027. E lo ha fatto senza giri di parole.

Il pasto caldo dei buoni pasto

Partiamo dal tema che ha fatto più discutere: i ticket per il pranzo. Un diritto riconosciuto ai dipendenti pubblici di altri comparti, negato invece al personale della scuola dopo le sei ore di lavoro. “Per il personale Ata è ovvio, ma anche per alcuni docenti che fanno orario lungo”, sottolinea Pacifico.

La soluzione? Due strade percorribili. La prima: riscrivere la legge di bilancio a ottobre con nuove risorse. La seconda: lasciare che siano le singole scuole a decidere attraverso la contrattazione integrativa d’istituto. Ma c’è un rischio che Pacifico non nasconde: “Non possiamo ripetere l’errore fatto con la carta docente, dove l’allargamento della platea ai precari ha finito per ridurre l’importo per tutti”.

Il sindacato chiede invece un riconoscimento formale all’interno del CCNL, per garantire uniformità di trattamento e certezza giuridica. Una battaglia di principio, ma anche pratica: visto che i cedolini, come ricorda lo stesso Pacifico, “speriamo siano corretti e non taroccati”.

Precari e di ruolo: la disparità che l’Europa ci contesta

C’è un’altra ferita aperta: la differenza retributiva tra personale precario e di ruolo. L’Italia rischia una nuova condanna dalla Corte di Giustizia Europea per questa disparità di trattamento. E Pacifico è chiaro: “Bisogna superarla, e presto. Il tempo stringe”.

Non è solo una questione di soldi. È il principio che chi svolge lo stesso lavoro, a parità di ore e responsabilità, debba ricevere lo stesso compenso. Sembra scontato? Non per la scuola italiana, dove i supplenti hanno da sempre stipendi inferiori e meno tutele.

Genitori under 16: la deroga necessaria

Uno dei punti più delicati riguarda le assegnazioni provvisorie per chi ha figli piccoli. “Serve un intervento normativo chiaro e tempestivo“, dice il leader dell’Anief. La richiesta è semplice: garantire ai lavoratori con figli under 16 l’accesso alla deroga sulla mobilità, almeno per gli anni successivi.

Non si tratta di privilegi, ma di tutelare il personale in situazione di fragilità familiare. Un tema che tocca migliaia di famiglie, costrette ogni anno a trasferimenti che sconvolgono la vita dei più piccoli.

Figure di sistema e DSGA: valorizzare chi resta

Pacifico punta anche sulla valorizzazione delle figure di sistema e dei DSGA, i direttori dei servizi generali e amministrativi. Per loro si chiede non solo un riconoscimento economico, ma una specifica indennità di risultato. Perché in una scuola che cambia, chi gestisce la macchina organizzativa merita un trattamento adeguato.

E poi c’è il tema della salute: il burnout tra i docenti è una piaga sottovalutata. “Inserire la tutela della salute in contrattazione di istituto” è una delle richieste che l’Anief porterà avanti con determinazione.

I tempi: il 22 luglio per la parte normativa

Il prossimo appuntamento all’Aran è fissato per il 22 luglio, quando si discuterà la parte normativa. Ma potrebbe essere il 1° luglio la data decisiva per la firma della parte economica, con arretrati e aumenti già a luglio.

I sindacati non hanno intenzione di abbassare la testa. Perché, come dice Pacifico, “noi parliamo e ci battiamo per i diritti dei nostri associati e di tutti i lavoratori della scuola”. Non solo a parole.


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