Lazio

transenne e finte telecamere per raggirare i fan

Non si sono limitati a chiedere la classica “offerta libera” a suon di minacce, ma avevano allestito una vera e propria agenzia di parcheggio parallela e abusiva, sfruttando transenne e persino le telecamere di una struttura privata per rassicurare i clienti e spillar loro denaro.

È il retroscena più clamoroso emerso dal maxi-dispositivo di controllo messo in campo dalla Polizia Locale di Roma Capitale in occasione della doppia data dei concerti di Max Pezzali allo Stadio Olimpico, andata in scena tra martedì 23 e mercoledì 24 giugno 2026.

Gli agenti del Gpit (Gruppo Pronto Intervento Traffico), schierati sia nel quadrante nord che in quello sud del Foro Italico, hanno setacciato le strade invase dai fan, individuando e bloccando complessivamente 7 parcheggiatori abusivi.

La messinscena di via Poletti: il finto parcheggio “videosorvegliato”

Il caso più eclatante è stato scoperto a ridosso di piazza Mancini, precisamente in via Poletti. Qui, due dei parcheggiatori fermati avevano ideato un sistema quasi professionale per agganciare gli automobilisti disperati a caccia di un posto.

I due avevano sbarrato l’area antistante l’ingresso di un parcheggio privato utilizzando una transenna stradale. Una volta bloccati i conducenti, li indirizzavano verso gli stalli liberi esigendo il pagamento della sosta.

Per azzerare i sospetti delle vittime e rendere l’attività credibile, i truffatori indicavano fieri i cartelli e gli obiettivi delle telecamere di sicurezza: peccato che l’impianto appartenesse alla struttura privata adiacente e che loro lo usassero impropriamente come specchietto per le allodole per simulare un servizio di vigilanza.

Le sanzioni e la violazione del Daspo a Tor di Quinto

L’intervento dei caschi bianchi ha portato alla stangata: oltre ai Daspo urbani (l’allontanamento coatto dall’area per 48 ore), per due dei fermati è scattata la denuncia a piede libero alla Procura per la reiterazione del reato.

Ad altri quattro sono state elevate sanzioni amministrative per un ammontare complessivo che supera i 7.600 euro, con il contestuale sequestro del contante trovato nelle loro tasche.

Un settimo uomo, sorpreso a gestire la sosta nella zona di viale Tor di Quinto, è finito nei guai seri: l’abusivo ha violato il divieto di accesso alle aree urbane (il Dacur) emesso in precedenza dal Questore proprio per quella strada ed è stato denunciato penalmente.

Guerra ai guardamacchine: i numeri del 2026 nella Capitale

L’offensiva del comando di via della Consolazione contro il racket della sosta non si ferma ai grandi eventi dello stadio.

Il piano straordinario copre quotidianamente gli esterni degli ospedali, le banchine del Lungotevere, il Centro Storico e i distretti della movida per stroncare sul nascere intimidazioni e truffe ai danni dei conducenti.

I numeri del bilancio del Gpit da inizio anno tracciano una mappa della pressione investigativa:

Oltre 1.600 aree sottoposte a monitoraggio e pattugliamento.

Più di 60 parcheggiatori bloccati e sanzionati.

Oltre 40 denunce all’Autorità Giudiziaria e 30 accompagnamenti in ufficio per fotosegnalamento.

3 espulsioni eseguite con trasferimento forzato nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr).

1 arresto in flagranza per i reati di estorsione, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale ai danni di un abusivo violento.

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