Ronde, il tenente di Vannacci a Genova: “Presidiare i quartieri è un diritto dei cittadini”

Genova. “I cittadini hanno il pieno diritto di uscire di casa, passeggiare e presidiare pacificamente il proprio quartiere. Nessuno si azzardi a dire ai genovesi che devono restare chiusi in casa. Sarebbe una gravissima limitazione della libertà di movimento garantita dalla Costituzione”, è la posizione espressa da Francesco Maresca, consigliere comunale a Genova recentemente passato nella formazione politica Futuro Nazionale di Vannacci.
La sua voce è quella che più di tutte, nel centrodestra e nella destra genovese, giustifica chi vuole in qualche modo gestire la sicurezza urbana sovrapponendosi alle forze dell’ordine, un meccanismo che altri hanno giudicato pericoloso e foriero di possibili disordini.
“I cittadini sono esasperati”, dice Maresca che critica chi vorrebbe scoraggiare le iniziative spontanee dei residenti: “Ho letto dichiarazioni e appelli che sembrano voler impedire ai cittadini di organizzarsi per passeggiare insieme e monitorare il proprio quartiere. È una posizione incomprensibile. I cittadini onesti non possono essere trattati come un problema. Finché ogni iniziativa avviene nel pieno rispetto della legge, nessuno può impedire alle persone di manifestare la propria preoccupazione e di essere presenti sul territorio”.
Il consigliere comunale attacca poi l’amministrazione guidata da Silvia Salis. “Apprendo che il sindaco oggi parla finalmente di rimpatri. È un risveglio tardivo”.
Su questo e altri temi, da contraltare, la posizione di Potere al Popolo, formazione politica di sinistra radicale che, anzi, accusa la sindaca di Genova di “rincorrere la destra”.
“Dopo le gravissime aggressioni razziste dell’ultima settimana ai danni di minori stranieri non accompagnati tra San Fruttuoso e Quinto, la sindaca Salis scavalca a destra l’ultradestra italiana utilizzando le stesse identiche parole d’ordine della Meloni, di Salvini e di Vannacci – si legge in una nota di Pap – ancora una volta retorica è quella del rafforzamento dei presidi di polizia per pattugliare a piedi il centro storico, andando ad implementare la sicurezza visibile senza intervenire sulle cause strutturali della marginalità. La sindaca poi invoca il rimpatrio dei migranti rinfacciando al governo Meloni che i rimpatri effettuati sono sempre troppo pochi e riprendendo così la polemica politica che Vannacci ripete da mesi”.
“Queste opinioni espresse con tanta leggerezza, oltre ad alimentare un clima di odio fomentato soprattutto dalla destra, ci fanno interrogare sul movente per cui la sindaca le ha rilasciate – aggiungono da Potere al Popolo – soprattutto alla luce del fatto che la gestione delle politiche migratorie è una materia di competenza statale”.
“In realtà, la Salis è l’ennesimo tassello di quella tradizione centroliberista che si scaglia sulle soggettività migranti nel disperato tentativo di racimolare voti da parte di persone stanche di una classe politica disattenta e che non fa gli interessi della popolazione. Lo schema è semplice: se la politica non ti risolve il problema, la colpa è del povero, del migrante, dei senza fissa dimora.
Le politiche che hanno più criminalizzato i fenomeni migratori non solo sono il frutto di alleanze tra centrodestra e centrosinistra, ma sono state voltute e ratificate proprio da quel centro sinistra, dalla legge Turco-Napolitano, per passare ai decreti Sicurezza di Minniti (Governo Renzi del Pd) e successivamente ai decreti Sicurezza 2 di Salvini (Governo Conte 1 del Movimento 5 Stelle e Lega)”.
“A pochi giorni dell’anniversario del 30 Giugno 1960 noi però ricordiamo che il fascismo e il razzismo sono endemici nella società capitalistica, fondata sulla violenza e sfruttamento sistemico e che solo intervenendo sulle cause strutturali della marginalizzazione sociale si può creare una società realmente giusta ed equa a misura di tutti e tutte”, concludono da Potere al Popolo.




