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Maturità 2026, il colloquio non parte dalla Formazione scuola-lavoro: prima la riflessione sul percorso dello studente

Sono in svolgimento gli esami orali della Maturità 2026. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha fornito nei giorni scorsi alcuni chiarimenti sulle modalità di conduzione del colloquio, rispondendo alle domande più frequenti degli studenti.

Uno dei punti chiariti riguarda l’avvio della prova orale. Il colloquio non deve necessariamente partire dalla relazione sul percorso di Formazione scuola-lavoro. Questa parte rientra nella prova, ma non ne costituisce il momento iniziale.

Il colloquio comincia con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale. La relazione sulla Formazione scuola-lavoro, quindi, fa parte dell’orale, ma viene inserita nello sviluppo complessivo della prova.

Il ruolo del Curriculum dello studente

La riflessione iniziale del candidato viene svolta anche alla luce delle informazioni contenute nel Curriculum della studentessa e dello studente.

Per questo motivo, i commissari potranno chiedere approfondimenti su esperienze, attività, competenze o elementi presenti nel Curriculum. Non si tratta, quindi, di una sezione separata e autonoma dell’esame, ma di uno strumento che può aiutare la commissione a valorizzare il percorso personale e formativo dello studente.

Dalla riflessione personale alle quattro discipline

Un altro chiarimento riguarda il passaggio dalla riflessione iniziale alla parte disciplinare del colloquio.

La prova orale prevede infatti una prima parte dedicata alla riflessione del candidato sul proprio percorso e una seconda parte centrata su domande e approfondimenti relativi alle quattro discipline individuate per il colloquio.

Il Ministero precisa che è la commissione, nel deliberare le modalità di conduzione della prova, a stabilire come effettuare il passaggio dall’una all’altra fase.

Possibili collegamenti tra le materie

Gli studenti possono creare collegamenti tra le quattro discipline durante l’esposizione. Il colloquio, infatti, non ha soltanto lo scopo di verificare le conoscenze acquisite, ma anche la capacità di utilizzarle, raccordarle e argomentarle in modo critico e personale.

La possibilità di stabilire collegamenti tra le materie è quindi pienamente coerente con la finalità della prova orale, che punta a valutare non solo i contenuti, ma anche la maturità del percorso, la capacità di ragionamento e l’autonomia del candidato.

Cosa devono sapere gli studenti

Dai chiarimenti ministeriali emergono alcuni punti pratici:

• il colloquio non parte dalla relazione sulla Formazione scuola-lavoro;

• la prova inizia con una breve riflessione sul percorso scolastico e personale;

• il Curriculum dello studente può essere utilizzato dalla commissione per chiedere approfondimenti;

• il passaggio dalla riflessione personale alle quattro discipline è definito dalla commissione;

• gli studenti possono costruire collegamenti tra le materie, purché siano coerenti e ben argomentati.

Il colloquio della Maturità 2026 si conferma quindi come una prova articolata, nella quale la dimensione personale del percorso dello studente si intreccia con la verifica delle conoscenze disciplinari e della capacità di collegarle in modo critico.


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