Lazio

porte sbarrate al locale da ballo della movida, dentro c’era il doppio dei clienti consentiti

Sui social si promuoveva come un’esclusiva “oasi urbana” nel cuore del quartiere Talenti, un angolo di evasione tra giochi di luce scenografici, cocktail bar e dj set sotto le stelle capace di attirare centinaia di ragazzi ogni sera.

Dietro l’involucro patinato del successo commerciale, si nascondeva un pericoloso perimetro di illegalità che ha spinto la Polizia di Stato a far scattare i sigilli.

Gli agenti della Divisione Amministrativa della Questura di Roma hanno eseguito il sequestro preventivo dell’intera struttura, dopo aver accertato un quadro di violazioni sistematiche delle norme di sicurezza e di tutela della pubblica incolumità.

L’ispezione a sorpresa è scattata nel corso dell’ultimo fine settimana, nel picco della serata, quando l’affluenza era massima.

Al momento del blitz, i poliziotti si sono trovati davanti a una vera e propria bomba a orologeria sul piano della gestione dell’ordine pubblico.

Il trucco del contapersone e il sovrannumero record

La prima, macroscopica irregolarità ha riguardato il numero di ingressi. Il locale, suddiviso in tre grandi aree all’aperto e al chiuso, stava ospitando un numero di clienti pari al doppio rispetto alla capienza massima autorizzata dalla Commissione Comunale di Vigilanza.

Per mascherare il sovraffollamento, i gestori avevano adottato un escamotage: il dispositivo contapersone manuale in dotazione all’addetto alla sicurezza posizionato all’ingresso principale era fermo a cifre nettamente inferiori rispetto alla realtà.

Inoltre, lo strumento non era minimamente collegato agli altri varchi d’accesso della struttura, rendendo impossibile un monitoraggio centralizzato e reale dei flussi.

Nonostante l’evento prevedesse un biglietto d’ingresso, il responsabile della serata non è stato in grado di esibire i dati telematici dei ticket venduti, né di quantificare le presenze complessive.

Uscite di sicurezza sbarrate con le catene di ferro

Lo scenario più inquietante è emerso durante l’ispezione delle vie di esodo. La proprietà, per assecondare motivi puramente estetici e di ottimizzazione degli spazi commerciali, aveva modificato radicalmente le planimetrie originali depositate in Comune.

Le uscite di sicurezza, oltre a essere indicate da una cartellonistica quasi invisibile al buio, erano state letteralmente murate e rese inutilizzabili:

Nei pressi dei varchi d’emergenza gli agenti hanno trovato ammassati banconi del bar, transenne, la consolle del fonico e, in alcuni casi, perfino delle catene di ferro serrate che impedivano il deflusso.

Di fatto, in caso di incendio o di un improvviso loggione di panico, l’unica via d’uscita praticabile per centinaia di giovani sarebbe rimasta la porta d’ingresso principale.

A completare il verbale d’urgenza redatto dalla Questura sono state le gravi carenze riscontrate nei locali tecnici: nei guardaroba i poliziotti hanno scoperto quadri elettrici privi di protezione e cavi dell’alta tensione scoperti ad altezza d’uomo, mentre lo spogliatoio del personale femminile era ridotto a un magazzino abusivo pieno di materiale infiammabile accatastato.

Considerato l’altissimo rischio per la safety, il locale è stato sgomberato e posto sotto sequestro giudiziario.

Le risultanze dell’indagine amministrativa sono state trasmesse alla Procura della Repubblica di Roma, che ha già convalidato il provvedimento di chiusura.

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