Cultura

La Sécurité – Bingo! | Indie For Bunnies

Se volete sentire dove pulsa davvero il sangue del rock ‘n’ roll più viscerale, dovete scendere negli scantinati umidi di Montréal. O meglio, chiamiamola con il suo nome di battesimo, quello vero: Tiohtià:ke.
È lì, in quel calderone anarchico dove i fiumi si scontrano e la gente mastica quel “Franglais” bastardo – un bilinguismo di strada che mischia inglese e francese nella stessa frase fregandosene delle regole – che è nata una delle band più fottutamente elettrica in circolazione in questo momento: La Sécurité.

Questi cinque non sono venuti al mondo ieri per fare gli sdolcinati, quelli che non amano sporcarsi le mani. Sono reduci dai club sotterranei della città, gente che ha già speso metà della vita a farsi fischiare le orecchie nei peggiori palchi underground. Si sono chiusi in studio e, invece di registrare la solita lagna indie per far felici gli algoritmi, hanno preso il post-punk, la no wave e lo shoegaze, li hanno buttati in un frullatore e hanno schiacciato il tasto giusto. Il risultato è “Bingo!”, un disco che vi salta al collo, come quei bimbi un po’ troppo intraprendenti, vi fa ballare fino a spaccarvi le caviglie e poi vi lascia lì a terra, spettinati e felici, a chiedervi che cosa diavolo vi abbia appena travolto.

Credit: Bandcamp

La cosa incredibile è che non c’è trucco e non c’è inganno. Questa non è musica registrata un pezzetto alla volta, aggiustata con il mouse per orecchie pigre. No, questi cinque si sono piazzati nella stessa stanza, si sono guardati negli occhi e hanno suonato dal vivo, off-the-floor. Roba vecchia scuola, ormai non lo fa più nessuno.

A catturare questo meraviglioso caos ci ha pensato l’ingegnere del suono Renny Wilson, piazzando in mezzo alla stanza rari microfoni a nastro e compressori vintage anni Settanta. Il suono che ne viene fuori è ruvido, saturo, scoppietta di elettricità. È il suono di un fulmine in bottiglia, unendo fortuna, tempismo perfetto e talento

Molti testi sono stati improvvisati sul momento, scaraventati – o forse è meglio dire consegnati – al microfono mentre la musica saliva di giri guidata da folli deviazioni strumentali. Il mix di Félix Bélisle ed Emmanuel Éthier e il mastering di Robin Schmidt (già al lavoro con The Hives e Viagra Boys) fanno il resto: una scarica di decibel devastante in cui il disordine matematico flirta con un’imprevedibile musicalità.

Sotto la superficie cinetica c’è però della pura dinamite politica ereditata dal movimento Riot Grrrl. Se vi aspettate i soliti cliché del punk macho tutto bicipiti, siete fuori strada. Questo è “punk benevolo”, sì, ma armato fino ai denti. “Princesse” vi sbatte in faccia un manifesto tesissimo sull’emancipazione femminile, rivendicando una ferma autonomia. Il vero colpo allo stomaco arriva però con “Trixie”: quanti gruppi oggi hanno il coraggio di abbattere lo stigma ipocrita sui lavoratori del sesso con quella rabbia lì? Éliane Viens lancia le sue linee vocali come fiamme, mentre il basso di Félix Bélisle pompa un groove che sembra una minaccia.

L’intera scaletta è una mitragliata senza sosta. Deny è una scarica electro-dance-punk claustrofobica che evoca i fantasmi migliori dei Le Tigre in acido, mentre Detour vi catapulta nell’art-rock britannico di fine anni ’70. C’è spazio anche per il labirinto paranoico della salute mentale con Power Snoozer, un pezzo pazzesco eletto a manifesto istantaneo del disco, fino ad arrivare alla title-track Bingo, una celebrazione ironica, anarchica e a modo suo tenerissima degli anziani. E se volete un altro schiaffo, andatevi a sentire quel verme solitario di Nah Nah, un pezzo cantato in francese che è il perfetto esempio di egg punk: musica isterica fatta da nerd chiusi in cameretta, con ritmi accelerati da infarto, tastiere lo-fi da vecchio videogame scassato e il testo paranoico di chi vuole solo essere lasciato in pace. Roba stramba che fa sembrare il punk tradizionale roba da pensionati.

Ma il vero asso nella manica de La Sécurité è il sarcasmo. Sanno ridere del mondo e lo fanno con un’ironia tagliente. Prendete Snack City, dove delirano con umorismo acido parlando di cibo sopra un tappeto sonoro spigolosissimo. O Ketchup, dove prendono la noia della vita quotidiana e la trasformano in una barzelletta sarcastica, un perfetto mix di noia esistenziale e rabbia repressa. Le canzoni di “Bingo!” sono così: sfacciate ma fottutamente sincere, ribelli ma piene di un calore umano che oggi è merce rara. Vi prendono in giro, vi spiazzano, e un secondo dopo vi stanno offrendo da bere nel peggior bar della città.

Il verdetto? Un trionfo assoluto. In un panorama saturo di dischi registrati con il righello, La Sécurité ha fatto saltare il banco. Se il rock ‘n’ roll deve essere ancora qualcosa di vivo, pericoloso, sporco e divertente, allora “Bingo!” è il disco del momento. Mettetelo sul piatto, alzate il volume fino a far tremare i muri e lasciatevi travolgere.


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