Medici di famiglia nelle Case di comunità: c’è l’accordo fino a 6 ore settimanali

Case di comunità quasi salve. Sì, perché nella serata di martedì è arrivato l’accordo tra le sigle sindacali dei medici di famiglia Fimmg (il più rappresentativo) e Fmt con la Struttura interregionale sanitari convenzionati per le Regioni, mentre non hanno firmato Smi e Snami.
Con l’intesa i medici di famiglia potranno essere chiamati a lavorare all’interno delle nuove strutture fino a 6 ore alla settimana, in una fascia oraria compresa tra le 8 e le 20 e con turno continuato di almeno 3 ore. L’obbligo per i professionisti è valido per 48 settimane l’anno e corrisponde a compenso orario unico nazionale di 38,72 euro lordi più oneri.
Saranno poi le Regioni attraverso le aziende sanitarie a stabilire il fabbisogno reale di medici di famiglia all’interno delle Case di comunità, nate anche per potenziare l’assistenza sul territorio e quindi alleggerire la pressione sui Pronto soccorso.
Dopo lo stop di governo e maggioranza alla riforma dei medici di famiglia, a cui ministero della Salute e Regioni hanno lavorato a lungo, dunque, arriva l’accordo tra Regioni e sindacati di categoria per scongiurare lo scenario peggiore, ossia trasformare in scatole vuote le Case di comunità finanziate col Pnrr. Nei giorni scorsi una simulazione del Sole 24 Ore ha segnalato che in Umbria per far funzionare le Case di Comunità, che sono complessivamente 22, mancano all’appello circa 110 professionisti sanitari, di cui 27 medici e 84 infermieri.
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