Alpe di Siusi solo su prenotazione: «Per gestire l’afflusso dei turisti» – Cronaca
BOLZANO. La limitazione oraria c’era già, come pure il pagamento del parcheggio. Da lunedì 29 giugno gli ospiti giornalieri dovranno anche prenotare online l’accesso ai parcheggi Spitzbühl (P1) e Compatsch (P2) all’Alpe di Siusi. Obiettivo di un sistema nuovo per l’Alpe, ma che funziona già in altre zone ad alta pressione turistica come il lago di Braies in Val Pusteria: gestire meglio o – come si usa dire oggi – in maniera sostenibile i flussi turistici all’interno dell’area paesaggistica protetta dell’Alpe di Siusi.
Diventata ancora più famosa da quando, già da qualche anno, influencer italiani e stranieri hanno iniziato a postare sui canali social centinaia di selfie sullo sfondo del Sassolungo.
Prenotazione online
L’attuale regolamentazione del traffico sull’Alpe di Siusi rimane invariata: l’accesso con veicoli privati è vietato ogni giorno tra le 9 e le 17. Con una prenotazione online valida, i parcheggi possono tuttavia essere raggiunti entro le ore 9 del mattino e dopo le ore 17. Anche per l’accesso dopo le 17 è obbligatoria una prenotazione preventiva. Il parcheggio P1 Spitzbühl è gratuito dopo le 17, ma richiede comunque una prenotazione online per ottenere l’autorizzazione all’accesso.Parcheggiare è consentito giornalmente dalle 5 alle 23. Durante la notte è in vigore il divieto di sosta sull’Alpe.
La prenotazione dei parcheggi è possibile da oggi e si può effettuare a partire da sei giorni prima rispetto alla data desiderata. Si effettua e si paga online all’indirizzo: www.seiseralm.it/parking. Al parcheggio P1 (Spitzbühl) la sosta costa 15 euro al giorno per le auto; 10 euro per le moto.Al parcheggio P2 (Compatsch) il costo è di 30 euro al giorno per le auto, pari alla tariffa di una corsa di andata e ritorno a persona con la cabinovia che da Siusi sale all’Alpe. I bus pagano 160 euro al giorno e le motociclette 15.Poiché i parcheggi sull’Alpe di Siusi sono limitati, all’associazione turistica consigliano di usare la cabinovia o il bus Alpe di Siusi Express linea 10.
Overtourism
Il problema dell’Alto Adige oggi è come proteggere i suoi tesori naturali dall’assalto dei turisti. Si è partiti – alcuni anni fa – con il lago di Braies, reso ancora più famoso dalla serie televisiva “Un passo dal cielo”, dove nei mesi estivi, si arriva con i bus navetta; oppure in auto ma i parcheggi vanno prenotati e pagati online con largo anticipo per trovare posto. Per chi invece vuole farsi un selfie al cospetto del Seceda, bisognerà pagare un ticket di 5 euro ai proprietari dei prati che, esasperati, già un anno fa hanno messo un tornello all’imbocco del sentiero. A settembre poi dovrebbe partire il progetto della “Zona a traffico limitato dei Passi dolomitici”: primo test a passo Gardena.
Stop alle manifestazioni
Fa discutere la delibera, approvata dalla giunta provinciale nell’ultima seduta, che vieta raduni e manifestazioni, competitive e non, di moto e auto nelle aree sensibili della provincia e sopra i 1.600 metri di quota. Ha votato contro l’assessore provinciale Christian Bianchi. «Il tema esiste – ammette Bianchi – e sarebbe sbagliato negarlo. Sulle nostre strade di montagna ci sono comportamenti inaccettabili: auto sportive che sfrecciano ad alta velocità, spesso da sole o in gruppo, creando pericolo, rumore, disagio e rabbia tra cittadini, residenti e turisti. Su questo serve intervenire con fermezza».Secondo Bianchi, la delibera rischia di colpire in maniera indiscriminata anche le auto storiche : «Le manifestazioni organizzate, autorizzate e controllate, in particolare quelle legate al mondo delle auto storiche, hanno poco a che fare con chi usa le strade di montagna come piste private. Eventi come la Mille Miglia, la Leggenda di Bassano e tante altre manifestazioni di grande valore culturale portano sul nostro territorio veri e propri musei viaggianti della storia dell’automobile. Sono iniziative ordinate, seguite, apprezzate, capaci di valorizzare il territorio e di creare ricadute positive anche per l’immagine dell’Alto Adige». A.M.




