Salute

Fare il bagno al mare fa bene alle ossa? Ecco cosa dice la scienza

L’estate porta molti di noi in riva al mare con la speranza di un po’ di relax e spesso con la convinzione che il sole, il sale e l’acqua del mare facciano bene “alle ossa”. C’è del vero in questa credenza, ma la realtà, come sempre, è ben più articolata di quanto si pensi. Se esposizione solare moderata, movimento e una dieta equilibrata sono alleati concreti della salute ossea, nessuno di questi elementi da solo è sufficiente a proteggere le ossa nel tempo. Scopriamo allora insieme cosa dice la scienza.

E’ vero che il sole aiuta le ossa?

Sì, ma con alcune precisazioni importanti. Quando la pelle è esposta ai raggi ultravioletti B del sole, produce vitamina D, una sostanza essenziale per assorbire il calcio nell’intestino e fissarlo nelle ossa. La vitamina D è, di fatto, la principale via attraverso cui il nostro corpo ottiene questo nutriente: la dieta da sola copre solo una piccola parte del fabbisogno. L’International Osteoporosis Foundation raccomanda un’esposizione quotidiana di mani, viso e braccia per circa 10-15 minuti, sufficiente per la maggior parte delle persone nelle ore di luce non centrali. Tuttavia, molti fattori influenzano la quantità di vitamina D prodotta: l’orario, la stagione, la latitudine, l’età, la superficie di pelle esposta, il tipo di pelle. Le persone anziane, per esempio, producono meno vitamina D rispetto ai giovani a parità di esposizione.

Va sottolineato che l’integrazione di vitamina D da sola non basta a prevenire le fratture. Una revisione sistematica della Cochrane Library che ha analizzato 53 studi clinici su circa 92.000 persone ha concluso che è la combinazione di vitamina D e calcio, non la vitamina D da sola, a ridurre modestamente il rischio di frattura dell’anca e di altri tipi di fratture negli anziani. I dati sull’integrazione di vitamina D in assenza di calcio adeguato sono invece molto meno convincenti. Un tema su cui vale la pena fare chiarezza: ne abbiamo parlato anche nella scheda “La vitamina D aiuta a prevenire le fratture”, in cui spieghiamo perché l’integrazione isolata di vitamina D ha prove di efficacia molto più deboli di quanto si pensi comunemente e perché stile di vita e alimentazione varia restano la strategia più solida.

E l’acqua di mare? Ha qualche effetto diretto sulle ossa?

Non esistono prove scientifiche robuste che il bagno in acqua di mare abbia un effetto diretto sulla densità ossea o sulla prevenzione dell’osteoporosi. La talassoterapia – cioè l’uso terapeutico dell’ambiente marino – è stata studiata principalmente per le sue possibili applicazioni su alcune malattie della pelle come la psoriasi e per disturbi reumatici come la fibromialgia. Una revisione narrativa del 2025 pubblicata sull’International Journal of Biometeorology ha analizzato 14 studi sull’argomento e ha concluso che le evidenze restano limitate e che sono necessarie ricerche di qualità superiore, soprattutto per valutare gli effetti sull’apparato muscolo-scheletrico.


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