Dina Alberizia al sicuro a Tunisi, oggi l’attivista piemontese della Flotilla rientra in Italia

Dina Alberizia è libera. L’attivista di 67 anni di Albugnano (Asti), sequestrata dai militari di Haftar alle porte di Sirte in Libia, dove si trovava con un convoglio umanitario della Sumud Flotilla, é stata rilasciata ieri. Da prime ricostruzioni fatte dagli attivisti propal Alberizia è atterrata a Tunisi assieme all’altro italiano, il pugliese Domenico Centrone, ieri sera intorno alle 23.
Una ex collega, Anna Bartoli, in contratto con il fratello di Dina, racconta che da Tunisi l’attivista piemontese arriva a Roma oggi alle 12,50, assieme ai suoi compagni, per poi ripartire per Linate dove l’arrivo è previsto nel tardo pomeriggio e dove Alberizia ha intenzione di recuperare il suo zaino dove ha tutto, dal telefono ai soldi. L’aveva lasciato a un compagno tra quelli fermati a Sirte, e poi espulsi, che sta appunto a Milano.
In Libia Domenico Centrone e Leonarda Alberizia si erano resi infatti disponibili a trattare il passaggio attraverso il territorio controllato da Haftar. Ma una volta superato il checkpoint non sono più tornati indietro. E i miliziani li hanno messi in un carcere a Bengasi dove sono stati trattenuti per un mese. Assieme a loro è stato liberato anche Matia Alvarez Rodriguez, attivista dell’Uruguay con anche cittadinanza italiana, di rientro anche lui nel nostro Paese.
I tre facevano parte di una spedizione composta da oltre 200 persone che stava attraversando il Nordafrica con l’obiettivo di portare cibo, medicinali, ambulanze e altri beni di prima necessità nella Striscia di Gaza passando attraverso il varco di Rafah, al confine con l’Egitto.
La notizia della liberazione è stata data ieri dal ministro degli Esteri Antonio Tajani: solo lunedì Amnesty international e la coordinatrice italiana della Sumud Maria Elena Delia avevano organizzato, a Torino, una camminata da Palazzo civico fino alla prefettura per chiedere la liberazione degli ostaggi.
Una manifestazione a cui hanno aderito diversi esponenti politici: dalla consigliera regionale di Avs Alice Ravinale con i consiglieri Sara Diena ed Emanuele Busconi fino a quelli del Partito democratico Ludovica Cioria, Abdullahi Ahmed, Luca Pidello, Anna Borasi, e dei 5 Stelle Tea Castiglione e Valentina Sganga. “Tutti coloro che si spendono per la causa palestinese – aveva detto Maria Elena Delia – subiscono in qualche modo dei contraccolpi». Ma oggi è un nuovo giorno: gli ostaggi italiani sono di nuovo liberi.
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