«Nessuna proroga per Rocca Cencia, dal 7 luglio l’impianto torna in regime ordinario»
Nessuna proroga e un ritorno immediato alle attività ordinarie, mettendo la parola fine ai carichi straordinari di immondizia stradale.
L’ordinanza d’urgenza firmata lo scorso 7 maggio dal sindaco e Commissario straordinario per il Giubileo, Roberto Gualtieri, per scongiurare l’emergenza rifiuti a Roma non sarà rinnovata. Dal prossimo 7 luglio 2026, l’impianto Ama di Rocca Cencia tornerà al suo regime operativo standard.
L’annuncio, attesissimo dal quadrante est della Capitale, è arrivato al termine di un vertice fiume andato in scena ieri nelle sale del Campidoglio.
Al tavolo istituzionale hanno preso parte la presidente dell’Assemblea capitolina Svetlana Celli, i consiglieri comunali Mariano Angelucci, Dario Nanni e Giovanni Quarzo, il presidente del Municipio VI Nicola Franco, il consigliere locale Flavio Mancini, il direttore generale di Roma Capitale Albino Ruberti e i vertici tecnici di Ama, che hanno dovuto rispondere punto su punto alle rimostranze di una folta delegazione dei Comitati di Quartiere.

La svolta istituzionale e le promesse di Ama contro la puzza
La scadenza del provvedimento emergenziale, fissata per il 6 luglio, rappresentava un bivio cruciale per la tenuta sociale del territorio, stremato negli ultimi due mesi dall’aumento dei conferimenti in vista dei grandi flussi di pellegrini.
Oltre alla certezza dello stop ai flussi extra, l’azienda municipalizzata dei rifiuti si è impegnata formalmente a varare con effetto immediato un pacchetto straordinario di misure di mitigazione ambientale.
L’obiettivo è abbattere l’impatto dei miasmi e dei cattivi odori che, soprattutto con l’arrivo del caldo estivo, ammorbano le case e le strade adiacenti allo stabilimento.
L’affondo del Pd: «Ora serve il termovalorizzatore»
«L’incontro con i cittadini si è svolto in un clima di trasparenza, a dimostrazione che questa amministrazione non scappa davanti ai problemi delle periferie», hanno dichiarato in una nota congiunta la presidente dell’Aula Giulio Cesare, Svetlana Celli, e il consigliere dem Mariano Angelucci. «Vogliamo mantenere aperto un canale di dialogo permanente per offrire risposte strutturali e non toppe provvisorie. Seguiamo questa vicenda al fianco dei residenti, con responsabilità e tenendoci lontani dalle strumentalizzazioni politiche».
Per gli esponenti della maggioranza capitolina, la parabola di Rocca Cencia resta il sintomo evidente di una debolezza strutturale della città che va sanata con le grandi opere:
«La fine di questa ordinanza dimostra una volta di più quanto Roma abbia bisogno di un sistema impiantistico moderno, autonomo e autosufficiente. In quest’ottica – concludono Celli e Angelucci – la messa a terra del nuovo Piano Rifiuti e la costruzione del termovalorizzatore restano i binari fondamentali per assicurare una gestione industriale, efficiente e definitiva del ciclo dei rifiuti nella Capitale, chiudendo per sempre la stagione delle discariche e degli impianti di trasferimento provvisori».
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