Società

Vannacci: “La scuola sia dura e selettiva, basta bivacchi per studenti. Ridiamo autorevolezza ai professori”. INTERVISTA

La scuola torna al centro del dibattito politico, e questa volta a far sentire la sua voce è Roberto Vannacci.

L’eurodeputato, fondatore di Futuro Nazionale, ha scelto i microfoni di Orizzonte Scuola per intervenire su due temi caldi: il caso del liceo di Cesena e la visione del suo movimento per l’istruzione.

Sul primo punto, Vannacci non usa giri di parole. La vicenda del lenzuolo esposto dagli studenti senza autorizzazione – e dei successivi provvedimenti disciplinari – merita, a suo giudizio, una riflessione approfondita. “Non è abbastanza”, dice riferendosi alla risposta del ministro Valditara e all’operato del Ministero. “Questo fatto è estremamente increscioso”.

Il ragionamento dell’ex generale è articolato. Da una parte, contesta la sproporzione delle punizioni inflitte ai ragazzi. Dall’altra, sottolinea quella che considera una disparità di trattamento: “Sono stati presi provvedimenti che non sono stati invece presi in occasione di altre affissioni, vuoi di bandiere, vuoi di altre scritte”. Un’accusa che riecheggia un sentimento diffuso tra quanti vedono nella gestione della vicenda un’eccessiva politicizzazione.

Ma c’è un passaggio che Vannacci tiene a chiarire. “L’errore è stato dal punto di vista del non rispetto delle regole”, precisa, “non nella frase”. Il riferimento è al contenuto del lenzuolo, che recitava “L’Italia e gli italiani”. Una distinzione che per l’eurodeputato è fondamentale: punire la violazione formale, non l’opinione espressa. E l’invito finale è chiaro: “Lasciare in pace questi poveri ragazzi, che non hanno fatto nulla di cui vergognarsi”.

Una scuola per il cittadino e il professionista di domani

Se sul caso Cesena, Vannacci chiede un ripensamento, sul futuro della scuola il suo movimento ha le idee chiare. E le riassume in una formula che suona quasi come un manifesto: “una scuola dura e selettiva, rigorosa”.

“Non deve essere più il bivacco di studenti che non hanno voglia di studiare”, scandisce, “né il parcheggio per discussioni totalmente avulse da quelle che sono le necessità del mondo del lavoro e del cittadino di domani”. Parole che tracciano un solco netto rispetto a certa pedagogia degli ultimi decenni, e che richiamano un’idea di istruzione fondata sul merito, la disciplina e la preparazione tecnica.

Ma c’è anche un altro pilastro nel programma di Futuro Nazionale: la dignità dei professori. “Bisogna aumentarne l’autorevolezza”, sostiene Vannacci, che vede nella crisi della figura docente uno dei mali del sistema attuale. In questa prospettiva, la scuola deve tornare a essere “delle regole e delle norme“, e lavorare “in sinergia” con le famiglie, richiamando il dovere dei genitori di “mantenere, istruire ed educare i propri figli”.


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