Sul Monte Arci si studia come combattere gli incendi boschivi: già 500 roghi dalla fine di maggio – Foto e video
Santa Giusta
Esperti a confronto per proteggere il territorio
Si sono svolte oggi, nella località di Pira Inferta, nel territorio di Santa Giusta, alle pendici del Monte Arci, le dimostrazioni pratiche dedicate al fuoco prescritto nell’ambito del progetto europeo FIRE-ADAPT Study Hub Italy 2026 (Centro studi per l’adattamento al fuoco), iniziativa internazionale dedicata allo studio e alla gestione degli incendi boschivi.
L’esercitazione è arrivata nella giornata in cui la Regione Sardegna ha fornito i dati relativi ai primi giorni della campagna antincendio, che ha registrato nell’Isola ben 500 incendi dalla fine di maggio.
L’attività, che proseguirà anche domani, ha visto la partecipazione di una trentina di ricercatori, tecnici della Protezione civile e professionisti provenienti da diversi Paesi europei e dell’America Latina, impegnati in un percorso di studio iniziato nelle scorse settimane in Piemonte e Toscana e destinato a concludersi in Sardegna il prossimo 24 giugno.
Le esercitazioni sono state organizzate dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per la Bioeconomia di Sassari, nell’ambito dello Study Hub Italy 2026, coordinato dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, guidato dal professor Davide Ascoli.
Nel Monte Arci le delegazioni internazionali hanno potuto osservare da vicino le tecniche di utilizzo del fuoco prescritto, uno strumento di prevenzione che consiste nell’applicazione controllata e pianificata del fuoco per ridurre la vegetazione secca e il materiale combustibile accumulato nei boschi. L’obiettivo è creare e mantenere fasce parafuoco capaci di limitare la propagazione degli incendi estivi, riducendone l’intensità e la velocità e favorendo, al tempo stesso, una gestione più sicura del territorio.
Il progetto FIRE-ADAPT coinvolge oltre venti partner provenienti da Italia, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Messico, Argentina e Brasile e mira a costruire una rete internazionale per la condivisione di conoscenze, metodologie e buone pratiche nella prevenzione e nella gestione degli incendi boschivi.
Per la fase conclusiva in Sardegna, dall’8 al 24 giugno, sono presenti circa cinquanta ricercatori e specialisti che partecipano a lezioni, attività formative ed escursioni sul campo in diverse aree dell’Isola, tra cui Alghero, Goceano, Montiferru, Gallura e Oristanese.
Júlia Nogués, coordinatrice della Fondazione Pau Costa della Catalogna, che fa parte dell’équipe di coordinamento del progetto internazionale FIRE-ADAPT sovrintende il progetto, “finalizzato alla creazione di una rete internazionale e interdisciplinare composta da differenti enti, sia di ricerca sia del mondo operativo, per uno scambio di informazioni nel contesto dei cambiamenti climatici, con l’obiettivo di contribuire a prevenire i grandi incendi boschivi attraverso una gestione integrata del fuoco”, come spiega. “Anche qui è stata effettuata oggi la dimostrazione di un incendio controllato e prescritto. Esistono differenti metodi operativi tra i vari Paesi, ma lo scopo e i risultati perseguiti sono gli stessi: contrastare gli incendi boschivi”.
I sopralluoghi effettuati nel corso degli incontri svoltisi in Sardegna sono stati dedicati all’analisi di casi di studio legati alla gestione forestale, alla prevenzione degli incendi, al recupero delle aree percorse dal fuoco e all’impiego del fuoco prescritto.
L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di confronto internazionale su una delle principali sfide ambientali del Mediterraneo, con la Sardegna che si conferma laboratorio di riferimento per le strategie innovative di prevenzione degli incendi boschivi.
Il direttore ha messo in evidenza che si preannuncia una campagna antincendio difficile e complessa. Ha inoltre sottolineato come la maggior parte dei 500 incendi registrati sarebbe di origine colposa e legata, purtroppo, alla consueta pratica degli abbruciamenti.
Domani si ripeterà la sperimentazione del fuoco prescritto, sempre sul Monte Arci, sempre con la presenza di tutti gli ispettorati forestali della Sardegna.
Michele Chessa ha infine ringraziato i Comuni di Santa Giusta e Palmas Arborea per aver messo a disposizione le strutture sul Monte Arci e i comandanti delle Stazioni forestali di Oristano e Marrubiu, coinvolti nel prog
Martedì, 16 giugno 2026
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