Liguria

Tassa di soggiorno, scontro sugli affitti brevi. Il Comune frena, i proprietari: “Non esiste turismo di serie A e B”


Genova. Il dibattito sul futuro possibile aumento della tassa di soggiorno a Genova, arriva a Palazzo Tursi. Dopo le anticipazioni della stampa dei giorni scorsi, infatti, la questione è approdata in Sala rossa, dove, durante il question time, Alessio Bevilacqua (Lega) ha chiesto chiarimenti sulle intenzioni della giunta, lanciando l’accusa alla giunta di voler utilizzare i piccoli proprietari “come bancomat” pe i conti del Comune

A rispondere all’interrogazione è stata l’assessora comunale al turismo, Tiziana Beghin, che smentito l’esistenza di un testo già blindato ma ha invece confermato la presenza di un tavolo di confronto aperto con le categorie alberghiere: “Non c’è ancora una delibera pronta, non si tratta di una tassa a carico di cittadini, l’imposta di soggiorno non colpisce i cittadini di Genova o le attività economiche, ma è a carico dei turisti e delle turiste che arrivano in città per contribuire all’esternalità negative dei turisti in città – ha spiegato – è stata presa in considerazione l’idea di aumentare in parte alle attività extra alberghiere, stiamo riflettendo in quale modo e con quale modalità”.

Un tavolo che ad oggi ha visto rappresentate le categorie legate all’accoglienza turistica classica e in qualche modo “istituzionalizzata”, vale a dire gli alberghi: “Essendo una imposta, abbiamo discusso di questa ipotesi al tavolo relativo, dove i soggetti presenti sono quelli che hanno titolo a decidere e a discutere di queste cose – ha poi aggiunto Beghin – I piccoli proprietari li ho incontrati, ad oggi stiamo valutando come inserirli in maniera permanente a questo tavolo”.

La replica dei proprietari

Le rassicurazioni fornite dall’assessora in aula non hanno spento i timori dei rappresentanti della proprietà immobiliare. La risposta della controparte non si è fatta attendere ed è giunta per voce di Valentina Pierobon,  vicepresidente nazionale e presidente provinciale di ASPPI Genova (Associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari). Pierobon, pur accogliendo positivamente la parziale frenata sui tempi dell’approvazione, ha espresso una netta contrarietà rispetto alla filosofia politica che sembrerebbe sottendere alla ventilata manovra tariffaria. “Prendiamo atto con favore del fatto che l’assessora Beghin abbia precisato come si tratti di una riflessione ancora in corso e non di una decisione già assunta.Una precisazione importante, soprattutto alla luce delle recenti dichiarazioni rilasciate alla stampa e mai smentite nei giorni successivi, che lasciavano intendere un provvedimento ormai definito e prossimo all’approvazione”.

“Se l’obiettivo fosse esclusivamente reperire maggiori risorse da destinare al decoro urbano o al miglioramento dei servizi cittadini, ci troveremmo di fronte a una scelta politica certamente discutibile ma legittima – ha poi aggiunto Pierobon – Ciò che contestiamo è il ragionamento che è stato esplicitamente illustrato: utilizzare l’aumento della tassa di soggiorno come strumento per disincentivare le locazioni turistiche, contrastare la cosiddetta gentrificazione e orientare la città verso un presunto turismo di qualità. È proprio questa impostazione che non condividiamo. Non crediamo che esistano turisti di maggiore qualità rispetto ad altri e riteniamo che Genova debba essere in grado di accogliere visitatori con esigenze, disponibilità economiche e modalità di soggiorno differenti”.

“Le locazioni brevi hanno contribuito in questi anni ad ampliare l’offerta ricettiva, a valorizzare il patrimonio immobiliare e a generare importanti ricadute economiche sul territorio. Se una quota crescente di visitatori sceglie questa formula, significa semplicemente che risponde a una domanda reale del mercato. Per questo respingiamo l’idea che rappresenti un danno per la città o un aggravio per i suoi servizi. Utilizzare la leva fiscale per orientare le scelte dei cittadini verso una diversa modalità di utilizzo degli immobili ci sembra un approccio sbagliato, che rischia di penalizzare un settore che ha contribuito in modo significativo alla crescita turistica della città“.

“Infine, prendiamo atto che sul tema siano state coinvolte alcune categorie del comparto turistico extra-alberghiero. Riteniamo però incomprensibile l’esclusione delle associazioni della piccola proprietà immobiliare. Quando si discutono misure fiscali che possono incidere, anche indirettamente, sulla redditività e sulle prospettive di utilizzo degli immobili privati, è naturale che anche chi rappresenta i proprietari possa contribuire al confronto. Non perché sia il soggetto chiamato a versare l’imposta, ma perché rappresenta chi, con le proprie scelte, rende possibile l’esistenza stessa di quella offerta ricettiva sulla quale oggi si intende intervenire”.

“In primo luogo dalla risposta data dall’assessora Tiziana Beghin a un’interrogazione, si capisce che il Comune conferma l’intenzione di inasprire l’imposta di soggiorno e quindi di colpire la proprietà – aggiunge poi Vincenzo Nasini di Ape Confedilizia – Beghin afferma che sono stati sentiti i proprietari di casa mentre Confedilizia, non è mai stata sentita sulla questione. Beghin ci faccia sapere quindi con chi ha parlato. Nella sostanza ribadiamo la contrarietà assoluta della Confedilizia alla proposta di aumento”.

 




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