Nipote 17enne uccide la zia insegnante. Il ricordo commosso dei suoi studenti: “Rimarrà sempre nei nostri cuori. Adesso faremo un bell’esame per lei”

Qualcuno ha appoggiato i fiori al muretto d’angolo. Poi un cartello, scritto a mano, con quelle poche righe che fanno più rumore di tanti discorsi.
“Cercheremo di fare un bell’esame, in modo che lei possa essere orgogliosa di noi. Rimarrà sempre nei nostri cuori”. Lo hanno lasciato, come riporta Adnkronos, gli alunni della 3ª A della scuola media di San Stino di Livenza, nel Veneziano, per la loro insegnante di italiano, storia e geografia. Una donna di 53 anni uccisa giovedì sera, secondo quanto ricostruito, dal nipote diciassettenne dentro la legnaia della villa di famiglia.
Il giovane ha confessato. La Procura dei minorenni di Trieste, competente per il territorio, ha disposto il fermo. Il movente sembra legato a questioni patrimoniali: la vittima e il ragazzo vivevano insieme ad altri familiari nella stessa proprietà di via Fratelli Cervi. Anche il padre del diciassettenne, fratello della donna, lavora come insegnante nelle elementari del paese. Due famiglie sotto lo stesso tetto, ora squarciate da un delitto che ha sconvolto una comunità piccola, dove tutti si conoscono.
A San Stino, intanto, gli studenti hanno trovato il loro modo per salutare la professoressa. Nessuna retorica, nessun annuncio solenne: solo un pensiero legato al futuro prossimo, l’esame, come a dire che il lavoro non si interrompe. È un modo per tenere vivo il filo con qualcuno che non c’è più.
Nelle ultime ore era circolata un’informazione errata sulla scuola frequentata dal diciassettenne. La direzione dell’Istituto Brandolini Rota di Oderzo, in provincia di Treviso, è intervenuta con una nota per chiarire che il giovane non è un loro studente. “La comunità scolastica del Brandolini Rota si stringe in un pensiero di preghiera e di vicinanza alla famiglia coinvolta, condividendo il dolore che una simile vicenda inevitabilmente porta con sé”, si legge nella comunicazione. Il ragazzo frequenta invece l’ITIS di Portogruaro, sempre in provincia di Venezia, dove era iscritto regolarmente. Al momento si trova nella caserma dei Carabinieri a disposizione degli inquirenti.
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