Veneto

il dibattito dei Lions a Mestre

Ho avuto il piacere di partecipare all’importante convegno-dibattito tenutosi mercoledì 10 giugno alle ore 19:30 presso l’Hotel Bologna a Mestre (Venezia). Una serata di altissimo livello culturale e scientifico che ha affrontato una delle sfide più cruciali per il nostro domani: l’invecchiamento della popolazione e le conseguenze del cosiddetto “inverno demografico”. Proprio per rispondere a questa urgenza sociale ed economica, il Lions International Multidistretto 108 Italy ha eletto la “Longevity” a tema di studio nazionale per l’anno sociale in corso.

Che cos’è il Longevity r-Evolution Manifesto Lions?

Il frutto di questo straordinario lavoro corale — che ha visto impegnati molteplici gruppi settoriali di esperti — è stato sintetizzato nel “LONGEVITY R_EVOLUTION_MANIFESTO LIONS”, documento ufficiale approvato in occasione del 74° Congresso Nazionale di Milano 2026.

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Scopri come fare

Il Manifesto si allinea perfettamente alle direttive delle grandi organizzazioni globali (come ONU, OMS e Unione Europea) per proporre un radicale cambio di paradigma. Si tratta di una vera e propria rivoluzione strutturale, un approccio Longevity-driven capace di ridefinire il nostro modo di vivere, lavorare, fare comunità e prenderci cura del bene comune attraverso un rinnovato concetto di welfare e inclusione.

I relatori del dibattito all’Hotel Bologna di Mestre

Durante la serata conviviale, questo approccio integrato — capace di connettere salute, economia, investimenti e sostenibilità — è stato sviscerato attraverso un dibattito ricco di spunti, grazie al confronto tra relatori di grandissimo prestigio:

  • Prof. Roshan Borsato: Docente di Economia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia (Unive);
  • Dott. Renato Mason: Segretario della CGIA di Mestre;
  • Prof. Don Lorenzo Voltolin: Docente presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose (ISSR) di Padova.
    • All’incontro hanno preso parte anche numerosi altri importanti ospiti del panorama istituzionale e scientifico, rendendo la serata di Mestre un momento di straordinario valore civile e un vero privilegio per tutti i partecipanti.

Il Progetto StArt e le Terapie al Museo

Verso la conclusione della serata, si è aperto un capitolo di profondo valore sociale con la presentazione del Progetto StArt e le Terapie al Museo. A relazionare su questo connubio virtuoso tra arte e cura sono stati il Dott. Carlo Gabelli — stimato medico, ricercatore dell’Azienda Ospedale-Università di Padova e storico fondatore e direttore del CRIC (Centro Regionale per lo Studio e la Cura dell’Invecchiamento Cerebrale) — e l’On. Cesare Campa, storico fondatore de Il Circolo Veneto, da sempre promotore di iniziative di grande sensibilità artistica e sociale.


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Ma cosa tratta il Progetto AtArt

l CRIC ha ideato e brevettato un protocollo scientifico chiamato Progetto StArt (Stimolazione con l’Arte), nato in collaborazione con il Comune di Padova e il Dipartimento dei Beni Culturali. Anziché fare terapia solo in una fredda stanza d’ospedale, i pazienti e i loro familiari vengono portati direttamente nei luoghi d’arte della città, come i Musei Civici agli Eremitani.
La contemplazione: Davanti a un dipinto, si attiva una stimolazione cognitivo-comunicativa. Anche se il paziente non ricorda cosa ha mangiato a pranzo, l’opera d’arte stimola emozioni profonde, sblocca commenti, stimola l’attenzione visiva e permette di far riemergere piccoli frammenti della propria storia di vita.
La creazione (Arteterapia): In un secondo momento, guidati da educatori e arterapeuti del centro, i pazienti usano in prima persona tempere, acquerelli e collage. L’obiettivo non è fare un “bel quadro”, ma riattivare le abilità manuali (le prassie), ridurre l’ansia e permettere al malato di esprimersi senza la frustrazione di non trovare le parole corrette.

Un Progetto Ambizioso

L’ambizioso obiettivo condiviso dall’On. Cesare Campa e dal Dott. Carlo Gabelli è quello di sviluppare ulteriormente questa iniziativa, estendendola a tutto il Veneto e, in prospettiva, rendendola un modello operativo e fruibile su scala nazionale.

Io Luca Rubbis sono fiero di essere il primo a scriverne e ad annunciarvi in anteprima questa straordinaria iniziativa. Credo profondamente nel valore terapeutico e sociale di questo progetto, ed è per questo che continuerò a seguirlo da vicino: statene certi, ne torneremo a parlare molto presto e in modo ancora più dettagliato.


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