Marche

«Ce la faremo, ma ci serve aiuto»


ANCONA «Dopo 55 anni di attività, siamo a terra. Ma ripartiremo, chiediamo solo aiuto. In primis alle istituzioni». Alla Giba Stampi di Camerano, ieri non era un giorno come gli altri. Dopo il devastante incendio che ha distrutto 2mila metri quadrati di magazzino, l’azienda si sta riorganizzando.

 Uno dei titolari Giorgio Girolomini (l’altro è suo fratello Maurizio), ci viene incontro nella parte dell’azienda che fortunatamente è rimasta intatta.

L’amarezza è tanta, ma la tempra è di chi non è disposto a mollare, anche se le incombenze si accavallano e le soluzioni da trovare per i tanti problemi vanno affrontate nel minor tempo possibile. «Quantificare il danno è impossibile adesso – continua – lì c’erano sia prodotti finiti, che materie prime. Adesso andiamo avanti alla giornata, con l’obiettivo di tornare alla normalità quanto prima. Il peggio è passato, dobbiamo rimboccarci le maniche. Ma abbiamo bisogno di aiuto, Comune, Provincia, Regione devono darci una mano. Che facciamo sennò, mandiamo in cassa integrazione i dipendenti? E i clienti? Non possiamo mica perderli».

L’appello è chiaro e innanzitutto per l’azienda è fondamentale velocizzare quanto più possibile gli aspetti burocratici. Per quanto riguarda la causa prende sempre più corpo l’ipotesi del guasto a uno dei pannelli fotovoltaico installati sul tetto del magazzino. «Un dipendente – racconta Sara Girolomini, nipote di Giorgio e figlia dell’altra titolare – ha visto scintille e fumo dal tetto, poi il fuoco. E in pochi minuti le fiamme sono passate dall’essere un piccolo focolaio ad essere ingestibili, altissime. Purtroppo il vento no ha aiutato, anzi. Altrimenti qualcosa probabilmente avremmo potuto salvare». Ieri erano ancora sotto choc titolari e dipendenti. «Ma lunedì – continua la dirigente – potremmo riprendere a lavorare almeno nel reparto stampi. Per lo stampaggio vero e proprio è presto fare previsioni. Va detto che molti colleghi vicini ci hanno offerto il loro aiuto, anche solo per stoccare il materiale».

Le operazioni

Ieri mattina i vigili del fuoco, dopo aver lavorato tutta la notte, erano ancora impegnati a spegnere i focolai che continuavano a riaccendersi. Giusto per dare una misura del rogo, non sono bastati 100mila litri d’acqua. Finite le operazioni di spegnimento, smassamento e messa in sicurezza del sito sarà depositata una relazione. E a quel punto il pm Paolo Gubinelli aprirà un’inchiesta, come da prassi. Nel frattempo lunedì dovrebbero arrivare i primi risultati dei rilevamenti dell’Arpam.




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