Umbria

Umbria Pride, il gruppo consiliare Pd: “Basta odio, basta minacce”


“Questa mattina il capogruppo del Partito Democratico, Lorenzo Ermenegildi Zurlo, ha esposto sulla facciata del Comune di Perugia la bandiera arcobaleno, in segno di vicinanza e di rispetto verso la comunità LGBTQ+ e in occasione del Pride Umbria 2026, che si terrà domani nella nostra città”. Inizia così la nota diffusa dal gruppo consiliare Pd con la quale ha espresso solidarietà alla comunità LGBTQ+ e al consigliere comunale Ermenegildi Zurlo per gli “insulti” e le “minacce” comparsi sotto il post con il quale, sui social, il consigliere annunciava l’esposizione della bandiera arcobaleno sulla facciata di palazzo dei Priori. 

“Un gesto semplice, civile, pienamente legittimo sul piano istituzionale. Un gesto che dice: questa comunità è parte di Perugia, e Perugia la riconosce” viene sottolineato nella nota. Il gruppo Pd ha precisato alcune questioni, relative alla possibilità di poter esporre la bandiera sulla facciata del palazzo comunale: ” L’esposizione di simboli e vessilli diversi da quelli nazionali su edifici pubblici è, infatti, consentita dall’ordinamento italiano nel rispetto dell’articolo 12 della Costituzione, che disciplina i simboli della Repubblica, della Legge 5 febbraio 1998, n. 22, recante disposizioni generali sull’uso della bandiera della Repubblica italiana, del D.P.R. 7 aprile 2000, n. 121, che ne disciplina le modalità applicative, nonché dei principi generali del cerimoniale e del protocollo di Stato, che regolano la gerarchia e le condizioni di esposizione dei simboli istituzionali”.

E ancora, il gruppo sottolinea che: “L’articolo 292 del codice penale, che punisce il vilipendio della bandiera nazionale, conferma a contrario come l’ordinamento tuteli e riconosca la dignità dei simboli esposti in contesti istituzionali, senza precludere manifestazioni di adesione civile e democratica che non confliggano con i simboli della Repubblica. Il Comune di Perugia ha agito nel pieno rispetto di queste norme”. 

Il Pd denuncia una serie di insulti e minacce apparsi sotto la foto pubblicata dal consigliere Ermenegildi Zurlo, subito dopo aver esposto la bandiera arcobaleno. “La risposta di una parte del pubblico sui social media è stata, purtroppo, tutt’altro che civile. Sotto il post che annunciava l’iniziativa sono comparsi commenti carichi di odio, insulti e minacce gravissime rivolte al Capogruppo del Partito Democratico e all’intera comunità LGBTQ+. Parole violente, deliberatamente offensive, che non hanno nulla a che fare con il libero confronto di idee e che configurano, in più casi, condotte penalmente rilevanti”.

Secondo il Pd “Quella che è stata espressa non è opinione, è violenza. È la stessa violenza quotidiana che vivono milioni di persone in Italia solo per ciò che sono, per chi amano, per come si riconoscono nel mondo. Come gruppo consiliare del Partito Democratico esprimiamo la nostra piena e incondizionata solidarietà al nostro capogruppo Lorenzo Ermenegildi Zurlo e a tutte le persone che hanno subìto quelle parole. Siamo al fianco della comunità LGBTQ+ oggi, domani al Pride, e ogni giorno che verrà”. 

A conclusione di nota, il gruppo conferma che: “La bandiera arcobaleno resterà dov’è. Perché i diritti non si arrendono all’odio”.


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