Liguria

Acquedotto storico, terminati i lavori Pnrr di recupero del tracciato. Salis: “Patrimonio di tutta la città”

Genova. Con l’inaugurazione del nuovo ponte in località Crosa dei Morchi, al confine tra il territorio del Comune di Genova e del Comune di Sant’Olcese, si è concluso ufficialmente l’intervento di restauro e recupero di alcune delle parti del tracciato urbano dell’Acquedotto storico franate negli ultimi 12 anni. Oggi il percorso dell’antico condotto che attraversa la Val Bisagno, è nuovamente percorribile senza interruzioni nel tratto compreso da Staglieno a Molossana.

L’intervento, parte del progetto di “Restauro e valorizzazione del sistema dei forti e della cinta muraria”, ha ottenuto nel 2021 (con assegnazione nel 2023) un finanziamento di 2 milioni di euro nel Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari (PNC) al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e ha previsto prima la sostituzione dell’attraversamento a Ca’ de Rissi con un nuovo ponte in ferro, poi la messa in sicurezza della parte sopra via delle Ginestre e, infine, la “cucitura” del tracciato nei pressi dei Mulini di Trensasco, ufficialmente presentati oggi alla città dalla sindaca di Genova Silvia Salis, insieme all’assessore ai lavori pubblici e coordinamento Pnrr, Massimo Ferrante, al presidente di Municipio Media Valbisagno Lorenzo Passadore, la prefetta Cinzia Torraco e il presidente di Ales spa, Fabio Tagliaferri.

Con la giornata di oggi, quindi, si concludono i principali interventi che di fatto hanno “ricucito” le parti del tracciato sì percorribili ma divise da frane e smottamenti. Interventi che, insieme e soprattutto grazie all’instancabile opera dei volontari, riuniti nella Federazione Acquedotto storico di Genova – una rete di associazioni che da anni puliscono e “sorreggono” il tracciato del condotto – rendono questa grande infrastruttura un vero e proprio museo a cielo aperto. Museo che però, come ricordato ancora oggi dai volontari, richiede una manutenzione costante e strutturale.

Gli interventi del Pnrr

Un intervento decisamente complesso, quello di Crosa dei Morchi, operato in zona franosa e impervia: nel 2011, durante la storica alluvione, oltre 30 metri di infrastruttura era crollata sotto il peso di una frana, con particolari condizioni di dissesto. Dopo più di dieci anni i lavori hanno ripristinato il percorso, senza soluzioni di continuità: è stata realizzata la sistemazione del versante a monte dell’Acquedotto con opere di ingegneria naturalistica e impiego di muri a secco a gravità nel rispetto delle tecniche di realizzazione tradizionali nonché il ripristino del tappeto erboso con inserimento di essenze arbustive autoctone alla base e sulla testa dei muri dei previsti terrazzamenti. Sono stati realizzati due interventi puntuali sui monconi della struttura, mediante sottomurazione della porzione di muratura collassata, e la realizzazione di fondazione in monoblocco di pietra, inserimento di catene in acciaio nella muratura e ripristino delle parti incoerenti delle testate dei monconi mediante tecnica “scuci-cuci”.

Per gli attraversamenti dei corsi d’acqua presenti si sono utilizzate tubazioni metalliche di grande diametro tipo “Finsider”, soluzione “tipica” per la sistemazione idraulica delle aree montane e in contesti di dissesto idrogeologico, qui utilizzate in dialogo con elementi storico-monumentali, riproponendo sostanzialmente la preesistente configurazione con il percorso su terrapieno. Anche questa, come le altre soluzioni adottate, è stata concordata nei minimi particolari con la Soprintendenza nell’ambito di appositi Tavoli Tecnici Operativi che hanno seguito tutto l’iter del progetto e dei lavori. Infine l’intervento si è completato con la regimazione del tratto in frana dell’affluente del rio Trensasco con scogliere in massi ciclopici, la sistemazione di muri, la piantumazione di specie arbustive autoctone, il consolidamento strutturale dei monconi della porzione di Acquedotto Storico.

Nei tratti a monte di via delle Ginestre è stato necessario ricostruire parzialmente il percorso con l’uso di una palificata in legname a doppia parete, che ha sostituito l’opera di collegamento in tubi innocenti costruita negli anni da residenti e volontari. È stato necessario  consolidare una porzione di struttura dell’Acquedotto Storico per mettere in sicurezza alcune arcate parzialmente crollate, utilizzando tecniche murarie basate sull’utilizzo di pietrame a vista in accordo con la Soprintendenza. Un parapetto in parte in legno e in parte in metallo ha completato l’opera verso valle.

In località Cà de Rissi, interessata da una ampia porzione di struttura storica crollata, si è scelto una soluzione progettuale “leggera” costituita da una passerella metallica volta a “ricucire” il percorso aereo dotandolo anche di maggiore sicurezza, mediante l’installazione di un parapetto che funge anche da elemento riunificatore tra gli elementi originali e i nuovi. L’intervento ha riguardato anche il consolidamento strutturale di una delle arcate originali, che ha richiesto l’inserimento di una doppia catena in acciaio posta elle reni della struttura, nonché il ripristino delle parti di arcata rimaste in loco mediante l’utilizzo della tecnica scuci e cuci e successivo consolidamento.

Ma le buone notizie non sono finite. Come annunciato “in diretta” dalla Soprintendenza, oggi rappresentata dall’architetta Lorenza Comino, entro agosto andrà in gara l’intervento sulla galleria della Rovinata – altro gioiello ingegneristico dell’acquedotto – che prevede la messa in sicurezza e un miglioramento dell’accesso allo storico locale.

I commenti delle istituzioni

“Percorrendo l’Acquedotto Storico si ha la sensazione di scoprire una Genova diversa, spesso poco conosciuta persino da chi ci vive, un luogo dove la storia della città, il paesaggio e il rapporto con le nostre vallate si intrecciano in un modo unico – dichiara la sindaca di Genova, Silvia Salis – Per questo l’apertura del percorso restaurato è una notizia che ci rende molto felici: significa restituire alle persone la possibilità di vivere e riscoprire uno dei luoghi più affascinanti del nostro territorio, rigenerando uno spazio all’aperto accessibile, dove poter camminare, stare in movimento all’aria aperta e così prendersi cura di sé e della propria salute. L’Acquedotto Storico nasce dal passato della città, ma continua a parlare al suo presente, uno spazio da conoscere e condividere. Credo che valorizzare angoli di Genova come questo significhi anche rafforzare il legame tra la città e le sue vallate, riconoscendone il valore storico, ambientale e umano. Oggi – conclude la sindaca – riconsegniamo alla collettività un patrimonio prezioso, con l’auspicio che venga vissuto, frequentato e sentito sempre di più come un bene comune».

“L’Acquedotto Storico rappresenta un patrimonio di grande valore storico, ambientale e paesaggistico per l’intero territorio genovese e per i Comuni che ne condividono il percorso – commenta la sindaca del Comune di Sant’Olcese, Sara Dante – Per Sant’Olcese questo intervento assume un significato particolare, anche per la vicinanza di uno degli accessi più frequentati dagli escursionisti e per il legame con il sistema dei Forti Genovesi, di cui il Forte Diamante, situato nel territorio comunale, costituisce uno degli elementi più rappresentativi. La riqualificazione e la messa in sicurezza del percorso restituiscono alla collettività un’infrastruttura preziosa per il turismo lento, la pratica sportiva e la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale. Accogliamo con favore questo intervento, che contribuisce a rafforzare ulteriormente il legame tra i territori attraversati dall’Acquedotto Storico, tra le associazioni che ogni giorno lo valorizzano e tra le comunità che ne custodiscono il patrimonio. Un risultato che rende questo straordinario percorso ancora più accessibile, conosciuto e condiviso”.

“Abbiamo portato a termine i lavori nei tempi previsti dal Pnrr, restituendo ai genovesi e ai visitatori della nostra città un percorso pedonale storico di straordinario valore paesaggistico, culturale e storico – spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Opere strategiche e Coordinamento Pnrr, Protezione civile, Massimo Ferrante – I lavori hanno comportato sia interventi per rendere pienamente fruibile tutto il percorso dell’Acquedotto Storico agli escursionisti, in alcuni tratti anche alle bici, sia per la messa in sicurezza dei versanti di un territorio fragile che nei decenni era stato interessato da eventi franosi, causando veri e propri cedimenti strutturali, anche importanti, e provocando interruzioni di tracciato. Ringrazio l’area Programmazione e attuazione opere pubbliche, la struttura idrogeologia e l’unità organizzativa riqualificazione Vallate per il grande lavoro svolto, con tecniche moderne che ben si sposano con il paesaggio: questi interventi si inquadrano nel più generale azione di riqualificazione delle vallate, in particolare dei percorsi di accesso e di collegamento delle antiche fortificazioni”.

“Per il nostro Municipio, e per tutta la nostra comunità, questi lavori rappresentano un ottimo punto di partenza per restituire piena fruibilità a un percorso storico, turistico e naturalistico di grandissima importanza per la città di Genova e, soprattutto, per tutta la nostra vallata – sottolinea il presidente del Municipio IV Media Val Bisagno Lorenzo Passadore – Gli interventi presentati oggi si inseriscono in un contesto, quello dell’Acquedotto Storico, dove un contributo fondamentale alle manutenzioni ordinarie svolte dal Comune di Genova viene dato dalle associazioni del territorio che hanno dato vita a una Federazione per unire le forze nel processo di valorizzazione e cura del percorso dell’Acquedotto. Il loro lavoro, preziosissimo, ci aiuta a garantire sicurezza e percorribilità di tutto il tracciato, consentendo a turisti, residenti e appassionati di outdoor, di camminare in sicurezza in mezzo alla natura, abbinando all’attività motorio-sportiva la scoperta e riscoperta di tantissime curiosità dal punto di vista naturalistico, storico e culturale”.

L’appello dei volontari: “Il lavoro non è finito”

Con l’inaugurazione di oggi, si chiude un ciclo di interventi sicuramente epocale per l’acquedotto genovese, ma le criticità legate all’antica infrastruttura sono tante: “Come volontari noi oggi ci occupiamo di rendere attraversabile circa 22 chilometri di tracciato – spiega Giovanni Zai, storico volontario della Federazione Acquedotto Storico – gli interventi sono stati importanti ma hanno riguardo una minima parte del tracciato totale. Ci sono molte parti che devono essere messe in sicurezza, con ringhiere e interventi sulla pavimentazione“.

Criticità la cui soluzione fino ad oggi sono è stata lasciata al “buon cuore” e alle maniche rimboccate di residenti, appassionati e volontari: “Però certi tipo in interventi non possono essere lasciati solo a noi, le istituzioni non devono lasciarci soli. Oggi è sicuramente una giornata di festa – conclude Zai – ma non dimentichiamoci che questa grande struttura richiede una manutenzione ordinaria, quasi quotidiana. E ci sono molte parti a rischio”. Insomma, il lavoro non finisce di certo oggi.




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