Liste d’attesa, l’Asl frena gli esami inutili: più controlli sulle prescrizioni – Cronaca
BOLZANO. Le liste? Sulla carta migliorano ma c’è ancora parecchia strada da fare. Lo sa bene il cittadino troppe volte costretto a lunghe attese. La “Relazione sulla performance 2025”, appena pubblicata dall’Asl, dice che per tagliare le code sono state avviate, tra le altre cose, analisi sui comportamenti prescrittivi dei medici di famiglia. In estrema sintesi si sta facendo di tutto per evitare richieste di visite ed esami inutili – troppo spesso sollecitate dagli stessi pazienti – che ingolfano il sistema.
Troppe visite dermatologiche, esami gastro e Rsm
La lente è caduta su alcune prestazioni considerate particolarmente critiche, come visite dermatologiche, esami gastroenterologici e risonanze magnetiche. L’Azienda sanitaria dell’Alto Adige – attraverso un confronto tra medici di famiglia e specialisti – è al lavoro per individuare le richieste non necessarie. Confronto ed analisi che – si legge nel dossier – stanno favorendo la diffusione di una maggiore consapevolezza clinica e una più accurata attribuzione delle classi di priorità: se c’è urgenza il medico deve accorciare i tempi, altrimenti no perchè danneggia gli altri. Avviato inoltre lo sviluppo di una piattaforma informatica capace di valutare automaticamente l’appropriatezza delle prescrizioni e rafforzati i canali di comunicazione diretta tra medici di famiglia e specialisti. Che adesso – in alcuni casi – si parlano ed evitano visite o esami diagnostici inutili.
Quel che migliora
«I miglioramenti registrati in molte prestazioni sono concreti e documentati», dice la relazione. Restano però aperte le questioni legate alla carenza di personale e alla crescente domanda di servizi specialistici. Nel 2025 l’Asl ha rafforzato gli strumenti di monitoraggio, aumentato – dove serviva – l’offerta di prestazioni e cercato – come appena scritto – di governare meglio la domanda.
Il bilancio che emerge dal rapporto annuale presenta in sintesi diversi segnali positivi, ma anche criticità che continuano a pesare su alcune specialità particolarmente richieste. I risultati mostrano comunque miglioramenti significativi in numerosi ambiti. Tra le prestazioni prioritarie spiccano l’ecografia tiroidea, passata da un indice di offerta del 58% nel 2023 al 100% nel 2025, la prima visita dermatologica salita dal 41% al 97% e la prima visita neurologica cresciuta dal 51% al 95%.
Progressi si registrano anche nelle prestazioni differibili come le elettromiografie semplici (offerta salita dal 51% nel 2023 all’87% nel 2025), la risonanza magnetica della colonna con contrasto (34% nel 2023, 68% nel 2025) e le ecografie dell’addome (85% nel 2023, 98% nel 2025).
Restano forti difficoltà
Accanto alle luci restano però diverse ombre. Alcune branche specialistiche continuano a registrare forti difficoltà. Neurochirurgia, Urologia, Medicina del dolore, Cardiologia e Otorinolaringoiatria soffrono di un continuo aumento della domanda che provoca un peggioramento delle performance che non riesce a essere compensato dall’offerta disponibile. Alla base vi è soprattutto la persistente carenza di professionisti, un problema che continua a rappresentare uno dei principali limiti strutturali del sistema sanitario provinciale.
Prestazioni nei festivi e nei fine settimana
L’Azienda sanitaria per smaltire le code sta facendo il possibile. Il 2025 è stato caratterizzato – dice il dossier – da un significativo potenziamento delle prestazioni aggiuntive, erogate nei giorni festivi, nei fine settimana e oltre l’orario ordinario.
Le attività hanno coinvolto numerose discipline, sia ambulatoriali sia chirurgiche e di screening. Nell’ambito della specialistica ambulatoriale, il 43% delle prestazioni aggiuntive è stato erogato il sabato o dopo le 17, con un incremento rilevante rispetto al 2024; nell’ambito chirurgico, il 90% delle attività aggiuntive è stato effettuato nei fine settimana o oltre le 16, replicando i livelli 2024 ma su volumi più ampi.
Il privato convenzionato
Particolare attenzione è stata riservata anche alla collaborazione con il settore privato accreditato. «Dopo una prima fase che aveva evidenziato una disponibilità insufficiente in alcune specialità – scrive il report – l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige ha adottato un modello di acquisto più articolato, legando l’assegnazione delle prestazioni più remunerative alla disponibilità dei privati a coprire anche gli ambiti meno attrattivi ma più critici, come Dermatologiae le endoscopie».




