Aule come serre, malori continui: “Le scuole dichiarino l’emergenza climatica”. L’appello di Teachers For Future

Non sono più episodi isolati. Non è solo la solita ondata di caldo di fine anno. Secondo Teachers For Future Italia, la crisi climatica è già dentro gli edifici scolastici, e le istituzioni continuano a trattarla come un’emergenza temporanea.
Invece, denuncia il movimento, “classi trasformate in serre, aria irrespirabile, malori continui, studenti e insegnanti costretti a lavorare in ambienti incompatibili con il benessere minimo”.
Il comunicato diffuso in queste ore fotografa una situazione che ormai si ripete da troppi anni. Nelle aule le temperature superano spesso soglie incompatibili con la sicurezza e l’apprendimento. Bambini e ragazzi trascorrono ore in edifici progettati per un clima che non esiste più, senza ventilazione adeguata. A peggiorare il quadro, aggiunge Teachers For Future, ci sono “anni di tagli alla scuola pubblica, edifici lasciati senza interventi strutturali e classi sovraffollate”.
Il riferimento è alle cosiddette “classi pollaio”: decine di studenti stipati in spazi ridotti, senza ricambio d’aria né strumenti per affrontare il caldo estremo. Una condizione che rende impossibile garantire dignità e sicurezza. La situazione diventa ancora più critica per gli studenti più fragili e per i bambini con disabilità, “maggiormente esposti agli effetti del caldo estremo e spesso costretti a vivere condizioni di forte sofferenza fisica e sensoriale”.
La denuncia del movimento non si limita alle carenze edilizie. C’è un paragone che Teachers For Future vuole rendere esplicito: “Mentre nelle scuole mancano investimenti essenziali per garantire sicurezza, salute e vivibilità, lo Stato continua a destinare miliardi all’aumento delle spese militari e agli armamenti”. Una scelta, sottolinea il comunicato, che rivela priorità precise.
Le richieste sono sei punti chiari. Teachers For Future chiede innanzitutto il riconoscimento dell’emergenza climatica e ambientale nelle scuole. Poi un piano nazionale straordinario di adattamento degli edifici, con investimenti immediati in raffrescamento sostenibile, ventilazione e forestazione urbana. Serve anche la riduzione del numero di alunni per classe, l’adozione di protocolli chiari per la sospensione delle attività durante eventi climatici estremi e, in generale, la tutela della salute e della sicurezza di studenti e lavoratori della scuola.
Il messaggio finale è netto: “Non è accettabile continuare a studiare e lavorare in ambienti che mettono a rischio salute e sicurezza”. Per questo il movimento rilancia l’appello: “Le scuole dichiarino emergenza climatica e ambientale. Ora”.
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