Lazio

ultimatum dei sindacati a Gualtieri su Ncc e ristori

Le auto bianche, per il momento, continuano a circolare e a garantire il servizio. Ma la pace tra i tassisti romani e la giunta guidata da Roberto Gualtieri è un filo sottilissimo, pronto a spezzarsi al primo passo falso.

Dopo mesi di scioperi, proteste di piazza e duri scambi di accuse, le sigle sindacali della categoria hanno deciso di concedere a Palazzo Senatorio un’ultima possibilità: una tregua armata e a tempo, blindata da scadenze perentorie che i rappresentanti dei lavoratori intendono monitorare giorno dopo giorno.

Il messaggio recapitato al sindaco è privo di filtri: il tempo delle mediazioni e delle promesse d’intenti è scaduto; ora servono i decreti attuativi e le delibere di giunta. In caso contrario, il blocco del trasporto pubblico non di linea è pronto a ripartire, minacciando di paralizzare la Capitale all’inizio dell’estate.

Il tavolo del 29 maggio e la trincea contro i “furbetti” della rimessa

L’ultimo, tesissimo faccia a faccia tra l’amministrazione e i sindacati si è consumato lo scorso 29 maggio, a poche settimane dal maxi-presidio del 5 maggio che aveva visto centinaia di vetture assediare piazza del Campidoglio.

Attorno al tavolo si sono seduti il direttore generale di Roma Capitale Albino Ruberti, l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè e la vice comandante della Polizia Locale Donatella Scafati.

I tassisti hanno rimesso sul tavolo i tre nodi che considerano vitali per la sopravvivenza economica della categoria: la caccia agli abusivi storici, la stretta sulle auto Ncc (Noleggio con conducente) sprovviste di autorizzazione capitolina e lo sblocco dei ristori finanziari per chi già possiede una licenza.

Il punto più caldo ruota attorno al rispetto dell’articolo 29 del regolamento comunale. La norma parla chiaro: una volta terminata la corsa, le vetture Ncc hanno l’obbligo tassativo di fare rientro nella propria rimessa d’origine prima di poter accettare un nuovo cliente.

Un vincolo che, secondo la denuncia dei tassisti, rimarrebbe sistematicamente sulla carta, aggirato dai conducenti che stazionano nei punti nevralgici del centro storico agganciando i clienti direttamente tramite le grandi piattaforme web e le app di mobilità.

Su questo fronte, l’assessore Patanè si è impegnato formalmente a firmare un’accelerazione burocratica per rendere i controlli automatici ed efficaci.

Vigili fissi nelle stazioni e il potenziamento del Gpit

Un’altra promessa strappata dai sindacati riguarda la sicurezza e la legalità nei grandi nodi di scambio ferroviario, storicamente terra di conquista per i procacciatori abusivi di clienti. Il Campidoglio ha garantito l’istituzione, in tempi brevi, di presidii permanenti e fissi della Polizia Locale nelle stazioni di Roma Termini e Roma Tiburtina.

I controlli contro il trasporto irregolare saranno intensificati grazie al potenziamento del personale del Gpit (Gruppo Pronto Intervento Traffico), i cui agenti avranno il compito specifico di setacciare le corsie preferenziali e i punti di sbarco dei passeggeri.

Il dossier economico: la caccia ai 7mila euro di ristoro

La partita più complessa resta tuttavia quella economica. Migliaia di padroncini attendono da mesi l’erogazione dei ristori promessi dal Comune per compensare l’impatto sul mercato dell’introduzione delle nuove licenze volute dalla giunta. Si tratta di un assegno che si aggira intorno ai 7mila euro per ciascun avente diritto.

I pagamenti, tuttavia, sono legati a doppio filo al completamento dell’iter di assegnazione dei nuovi titoli di viaggio.

Un traguardo che la macchina amministrativa di Roma Capitale assicura essere ormai a un passo: il 27 maggio scorso sono state spedite le raccomandate ufficiali per l’assegnazione delle ultime autorizzazioni disponibili del contingente straordinario.

Da quella data è scattato il countdown dei 60 giorni previsti dal bando per sbrigare i controlli documentali.

Solo quando verrà superata la soglia psicologica e legale delle mille licenze effettivamente rilasciate, scatterà in automatico il mandato di pagamento del Comune per bonificare i ristori sui conti correnti dei tassisti storici.

Le sigle sindacali, in una nota congiunta, hanno firmato quello che ha tutta l’aria di essere un vero e proprio aut-aut: «Nessun ulteriore rinvio sarà tollerato. Il dialogo andrà avanti solo se gli impegni presi diventeranno fatti ordinari».

La scadenza invisibile è fissata per la fine di luglio: se per quella data i 7mila euro non saranno arrivati e i presidi nelle stazioni non saranno operativi, per le strade di Roma tornerà il caos delle auto bianche di traverso.

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