Controlli a Termini, incastrato dai Baschi Verdi con quattro smartphone rubati nello zaino
Quattro smartphone di ultimissima generazione, tutti accesi ma privati della scheda Sim per impedirne la localizzazione immediata, pronti per essere ricollocati sul mercato nero della ricettazione urbana.
I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno intercettato e bloccato un cittadino straniero all’interno dello scalo ferroviario di Roma Termini, sequestrando la merce ed esibendo un formale deferimento a piede libero alla Procura della Repubblica di Roma.
L’operazione è stata condotta dai “Baschi Verdi” del Gruppo Pronto Impiego, i reparti speciali delle Fiamme Gialle schierati in prima linea nel nevralgico nodo di scambio capitolino.
Il blitz rientra nell’ambito dei servizi straordinari di vigilanza concordati in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, studiati dal Viminale e dalla Prefettura per arginare i reati predatori e innalzare i livelli di sicurezza nelle aree a più alta densità di transito della Capitale.

Il nervosismo alla vista dei militari e la perquisizione
Il fermo è scattato durante un mirato pattugliamento serale per il controllo economico del territorio tra i binari e le gallerie commerciali della stazione.
I militari hanno notato l’uomo mentre camminava tra la folla: non appena l’indagato ha incrociato con lo sguardo la pattuglia, ha manifestato un improvviso e ingiustificato stato di agitazione, stringendo a sé lo zaino e accelerando vistosamente il passo nel chiaro tentativo di dileguarsi tra i pendolari.
I Baschi Verdi lo hanno raggiunto e circondato nel giro di pochi istanti, procedendo al controllo dei documenti e all’ispezione approfondita del bagaglio. L’intuizione dei finanzieri ha trovato immediato riscontro sul fondo dello zaino: all’interno erano custoditi i quattro dispositivi mobili di fascia alta.
Telefoni bloccati: scatta l’analisi dei codici Imei
Messi di fronte all’evidenza, i sospetti degli investigatori si sono trasformati in certezze giuridiche.
L’uomo, infatti, non è stato in grado di digitare i codici PIN di sblocco delle schermate degli apparecchi, non ha saputo esibire alcuno scontrino o documentazione fiscale di acquisto e non è riuscito a fornire ai militari una giustificazione plausibile che ne attestasse il legittimo possesso.
Alla luce dei pesanti elementi indiziari raccolti, lo straniero è stato scortato negli uffici del Reparto per il fotosegnalamento e i controlli di rito sulla regolarità del soggiorno in Italia.
I quattro telefoni sono stati sottoposti a sequestro penale preventivo: gli specialisti della Finanza hanno già avviato le procedure informatiche sui codici identificativi IMEI per risalire all’identità dei legittimi proprietari — verosimilmente turisti o pendolari scippati all’interno della stazione — e procedere alla successiva restituzione.
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