Friuli Venezia Giulia

Nuove espressività, nuovi linguaggi: astrazioni d’autore da ARTtime






ARTtime, il suo nome in ambito artistico è sinonimo di moto perpetuo: la dinamica galleria udinese presenta ora una mostra collettiva dedicata a nuove ricerche nell’ambito del non-figurativo, punti di vista, prospettive e proposte alternative per esplorare un universo espressivo che – da sempre – affascina e fa discutere. Venerdì 5 giugno alle ore 11:30 apre i battenti l’esposizione “Nuove espressività, nuovi linguaggi”.

Quando si parla di astrattismo, informale, action painting subito si evocano grandi interpreti della pittura e opere che sono oramai iconiche, ma spesso si tratta di nomi e dipinti oramai storicizzati, risalenti a 50, 60 o addirittura 70 anni fa! Ma l’Arte va sempre avanti, progredisce con un ritmo rapidissimo e porta l’artista a porre in essere la propria ricerca per rimanere al passo e innovarsi continuamente; proprio a questo processo di inarrestabile evoluzione guarda questa mostra collettiva. Sette Artisti/e, ognuno/a con la propria storia ed esperienze, presentano i loro percorsi creativi che raccontano una ricerca costante, nuovi linguaggi interconnessi ed intercomprensibili per conoscersi e farsi conoscere, per raccontare e raccontarsi. Rimarrà aperta e visitabile fino a giovedì 25 giugno.

Sabato 6 giugno alle ore 17:30 avrà luogo il vernissage alla presenza degli/lle Artisti/e, un momento conviviale di incontro e dialogo all’insegna dell’Arte e di tutto ciò che ruota attorno ad essa.

Espongono: Elisabetta Artusi, Filippo Circelli, Claudia Dallavalle, Alessandro Patrone, Giuseppe Ribechi, Lì Vasquez, Elena Zotti.

Amante della bellezza, Elisabetta Artusi fin da piccola è stata attratta dalla natura e dai suoi meravigliosi colori dai quali si lascia ispirare in una sorta di dialogo interiore. Comincia a dipingere sperimentando varie tecniche ma è con l’olio che sente la via per la sua massima espressione artistica. I pennelli si intingono nei colori che contengono una pittura di vibranti sfumature, l’ispirazione interiore guida la sua mano mentre appaiono forme e colori che trovano il loro posto perfetto sulla tela. Le ombre e le sfumature si mischiano assieme, le immagini emergono assumendo una definizione maggiore, le pennellate prendono il ritmo del battito del cuore e del respiro. Man mano che l’artista crea è per lei una gioia che una scintilla delle sue emozioni possa arrivare a chi osserva.

Filippo Circelli è un giovanissimo artista visivo italiano che concentra la propria ricerca sulla pittura e sulla dimensione plastico-concettuale dell’immagine. Nel 2024 si è diplomato al Liceo Artistico Foppa di Brescia; nel periodo liceale lo studio della filosofia assume un ruolo determinante nella formazione del suo linguaggio espressivo. Il dialogo tra pensiero filosofico e pratica pittorica orienta il suo lavoro verso il superamento della bidimensionalità tradizionale della tela, intesa non più come semplice superficie, ma come luogo di indagine spaziale e concettuale. I primi lavori strutturati risalgono al 2023, quando avvia una fase di sperimentazione autonoma elaborando un linguaggio fondato su immediatezza cromatica e costruzione tridimensionale della superficie pittorica.

Claudia Dallavalle nasce a Milano e vive attualmente a Udine, dove ha scelto di radicare una nuova fase della propria ricerca. Dopo una formazione legata all’arte e un interesse profondo per la storia dell’arte, sviluppa nel tempo un linguaggio orientato verso l’astrazione materica. Lavora principalmente a olio su tela, attraverso stratificazioni, sovrapposizioni cromatiche e intense spatolate. Nel 2011 affronta un intervento chirurgico importante che la segna profondamente. Da quel momento la pittura assume una dimensione ancora più essenziale: non semplice superficie artistica ma memoria. Dal 2023 realizza opere in cui proprio quel concetto diventa centrale: le sue tele si configurano come spazi di trasformazione, dove il frammento si ricompone in nuove armonie.

Alessandro Patrone è un pittore astrattista ed ha lavorato nel campo della cooperazione allo sviluppo. Nato a Torino – città dove ha vissuto a lungo – dopo molti soggiorni all’estero in diversi paesi (per ragioni professionali), ora risiede a Udine. Le sue opere prendono spunto da varie fonti: l’universo, la cosmologia e la teoria del tutto, o semplicemente una nuova idea improvvisa. Vanta esperienze espositive in Italia e all’estero, ricevendo premi e riconoscimenti. Collabora ed ha collaborato con diverse gallerie d’arte, sia in Italia che negli Stati Uniti. Le sue opere sono visibili anche su gallerie d’arte virtuali. Ha partecipato nel 2013 alla Prima Biennale Internazionale d’Arte di Palermo, uno degli eventi artistici e culturali più rilevanti in Italia e a livello internazionale.

Giuseppe Ribechi nasce a Roma. Nel 2004 intensifica la sua attività artistica, grazie anche alla complicità della moglie la quale lo aiuta a mettere in piedi una pagina web che gli permette di far conoscere la sua arte ad un vasto pubblico. Dai successivi contatti con critici d’arte e curatori nasce un intenso rapporto di collaborazioni che arricchiscono la sua carriera con varie mostre, collettive e personali di livello nazionale e internazionale. Ribechi definisce le sue prime opere come un “figurativo distorto”, ha una grande passione per il cubofuturismo russo e si ispira a grandi pittrici come Natalia Goncharova e Ljubov Popova. Continua nel suo percorso il legame con le avanguardie, dalle quali prende la scomposizione geometrica dei soggetti ma anche l’intensità cromatica.

Lì Vasquez è nata in Colombia e, fin da bambina, ha vissuto sospesa tra due mondi: uno di radici profonde e l’altro di luoghi ritrovati. Crescere in Italia è stato un viaggio silenzioso di stratificazioni, come la sua tela: uno spazio in cui colore, stucco e foglia oro si intrecciano per costruire ponti invisibili tra ciò che lei era e ciò che ora è. Ogni tela è come un tassello interiore: crepe che si dorano, spazi che respirano. L’artista vuole che le sue opere possano appartenere anche agli altri, diventando rifugio e specchio dei loro stati d’animo. Il suo percorso artistico è fatto di studi, sperimentazioni e di un’ossessione costante: dare forma a qualcosa che parli di appartenenza, di frammenti ricomposti, di luce che filtra attraverso le crepe. I dipinti di Lì Vasquez sono nati per emozionare.

Artista prima che architetto, Elena Zotti rappresenta i segni architettonici degli interventi umani trattati in modo quasi metafisico. Gli elementi si coniugano nelle dimensioni soggettive della sua ricerca: i colori luminosi o velati, sempre vicini ai toni caldi e pastosi della materia e dello spazio. Le linee e le forme geometriche sono trattate poeticamente, indirizzando lo sguardo verso una soglia, l’apertura di uno spazio mentale e psicologico del vivere. L’Astrattismo geometrico di Elena Zotti non impone il rigore e disconosce il controllo razionale e assoluto della regola. Nelle sue opere l’artista porta alle estreme conseguenze il processo di riduzione dell’immagine, realizzando un’arte in cui gli elementi formali obbediscono astrattamente alla tensione concettuale del sentire. 

La mostra sarà visitabile fino al 25 giugno presso la Galleria ARTtime di Vicolo Pulesi 6 a, Udine con il seguente orario: lunedì dalle 15:30 alle 19, dal martedì al sabato dalle 10 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 19. Ingresso libero.






































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